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Economia

La manovra approda in Parlamento: 20 miliardi, margini limitati

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2017 0:57
Redazione
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E’ atteso nelle prossime ore in Parlamento il testo della manovra, con una settimana di slittamento rispetto ai tempi previsti. La sessione di bilancio, rimasta in stand-by per il via libera alla legge elettorale, si aprira’ ufficialmente in Senato martedi’, ed entro la stessa giornata l’Italia dovra’ rispondere alla richieste di chiarimenti da parte della Ue sull’aggiustamento dei conti pubblici 2017 e 2018. Il Tesoro ha gia’ fatto sapere che si tratta di un passaggio usuale quando si riscontra l’esigenza di ulteriori elementi per la valutazione dei bilanci e che Bruxelles ha gia’ riconosciuto la validita’ del ‘sentiero stretto’ con il via libera, di fatto, al Documento programmatico di bilancio che anticipava l’ossatura della manovra. I chiarimenti che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, fornira’, si sottolinea al Mef, dimostreranno che l’Italia rispetta le regole europee. Pertanto, salvo sorprese, l’iter della legge di bilancio, dopo la pausa dei lavori parlamentari (dalla festivita’ del 1 novembre a domenica 5, data delle elezioni siciliane) potra’ entrare nel vivo. Nella settimana dal 6 al 10 l’Aula di Palazzo Madama non sara’ convocata per consentire l’esame del decreto fiscale collegato, che ha gia’ iniziato il suo iter in commissione Bilancio, e della manovra. Le audizioni, inizialmente fissate per il 30 e il 31 ottobre, saranno rinviate al 6 e 7 novembre. Il termine per la presentazione degli emendamenti al dl fisco resta confermato martedi’ 31 alle 15, mentre le proposte di modifica alla manovra dovranno essere depositate entro venerdi’ 10 alle 12. I margini di modifica alla legge di bilancio, come spiegano a Palazzo Madama, sono limitati poiche’ la manovra, che mobilita risorse per oltre 20 miliardi per il 2018, e’ ipotecata dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia che valgono da sole 15,7 miliardi il prossimo anno.[irp]

Tra le misure principali, lo sconto triennale del 50% sui contributi previdenziali per chi assume giovani under 29 (solo per il 2018 under 35) con contratti a tutele crescenti, le risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego che dovrebbero salire a 2,9 miliardi, di cui 1,7 miliardi ‘fresh’ e utili a garantire gli aumenti da 85 euro mensili, il pacchetto di interventi per il Mezzogiorno, la conferma degli incentivi fiscali (dalla proroga del bonus mobili al bonus verde per terrazzi e giardini) e del super e iperammortamento. E ancora, in arrivo risorse per Comuni, province e regioni, la cedolare secca al 10% per gli affitti a canone concordato che diventa strutturale dal prossimo anno, la conferma del bonus cultura per i 18 enni, le misure di lotta alla poverta’, con il reddito di inclusione che viene potenziato di 300 milioni per il 2018. E poi dovrebbe arrivare una detrazione al 19% per le polizze assicurative contro le calamita’ naturali e lo sconto fiscale per gli abbonamenti di treni e bus. I capitoli prioritari su cui si concentrera’ l’esame parlamentare sono diversi: decontribuzione per i nuovi assunti, investimenti, enti locali e province, rinnovo dei contratti degli statali e misure per la poverta’. Probabilmente la revisione graduale del superticket sanitario da 10 euro, su cui il governo si e’ impegnato per rispondere alle richieste di Mdp, arrivera’ attraverso un emendamento. In Senato si punta inoltre a rafforzare da subito il capitolo incentivi, e in particolare l’ecobonus. E poi c’e’ il nodo delle pensioni, alla luce dell’aumento della speranza di vita certificato dall’Istat e sulla base del quale il governo dovra’ emanare entro la fine dell’anno il decreto direttoriale per fissare la nuova soglia a 67 anni, cinque mesi’ in piu’ rispetto a ora, dal 2019. I sindacati fanno pressing per bloccare l’aumento automatico dell’eta’ pensionabile e lo stesso Pd frena sull’automatismo. Tra le ipotesi in campo c’e’ quella di un aumento piu’ contenuto dell’eta’ pensionabile, non cinque mesi ma tre o quattro.[irp]

Oppure lo stop all’incremento solo per alcune categorie di lavoratori, come quelli che svolgono le cosiddette attivita’ gravose. Oltre a un rinvio della decisione finale alla prossima primavera, dopo le elezioni. Modifiche potrebbero arrivare anche sul fronte delle detrazioni per i figli a carico, tema caro ad Ap. Sul tema web tax sono attesi interventi e la palla sara’ presumibilmente lasciata all’esame della Commissione bilancio della Camera. L’obiettivo e’ di fare passi avanti rispetto alla norma transitoria, che porta la firma di Francesco Boccia, introdotta con la manovrina di primavera. Quanto al decreto fiscale, che contiene parte delle coperture della legge di bilancio, tra i temi oggetto di possibile modifica parlamentare rientra anche la soluzione per lo stop alla fatturazione delle bollette ogni 28 giorni, un intervento su cui il governo sta lavorando con il Pd che ha gia’ depositato un emendamento. Anche i ritocchi allo spesometro potrebbero trovare spazio nel dl nel corso dell’iter al Senato. Inoltre, tra i capitoli su cui si potrebbe concentrare l’attenzione dei parlamentari, la fine del monopolio Siae sui diritti d’autore e gli interventi in favore delle popolazioni vittime di calamita’ naturali, con l’obiettivo di allineare le misure di rinvio dei pagamenti nelle aree colpite dal sisma a quelle colpite dalle alluvioni. Il dl fisco dovra’ essere approvato dal Parlamento entro il 15 dicembre, pena la decadenza, ma l’obiettivo e’ un esame rapido, con modifiche, a Palazzo Madama per inviarlo alla Camera prima della manovra. Il ddl bilancio dovrebbe approdare all’esame dell’assemblea di Palazzo Madama dal 21 novembre per essere licenziato entro la fine del mese e passare alla Camera. Montecitorio dovrebbe approvarlo, con modifiche, intorno al 20 dicembre. A questo punto la manovra dovrebbe tornare in terza lettura a Palazzo Madama per il via libera definitivo a ridosso di Natale. Ora che Mdp e’ ufficialmente fuori dalla maggioranza il timore e’ che la legge di bilancio possa essere un percorso in salita, anche se il Documento di economia e finanza e’ gia’ passato al Senato senza l’appoggio dei bersaniani.[irp]

TAGGATO:manovramezzogiornopadoanPalazzo Madamaparlamentopdsiae
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