Letta e Conte ci provano: avanti insieme verso le politiche

Letta e Conte ci provano: avanti insieme verso le politiche
Giuseppe Conte e Enrico Letta
30 aprile 2021

Enrico Letta e Giuseppe Conte ci provano, il leader Pd e il neo-capo M5s approfittano della presentazione del manifesto delle ‘Agorà’ di Goffredo Bettini per rilanciare l’idea di un’alleanza progressista da contrapporre al fronte dei “sovranisti” alle prossime elezioni politiche del 2023. Un’alleanza che dovrà essere “tra persone che si stimano”, avverte Letta, e che dovrà andare oltre il Pd, M5s e la sinistra ecologista di Elly Schlein, anche lei presente all’incontro. “Tranquilli, M5s ci sarà, completamente rigenerato”, assicura Conte. L’unico a porre dei paletti precisi è Bettini: “Non dobbiamo ridare fiato a forze che svolgono un lavoro di costante disturbo, al solo obiettivo di rafforzare il proprio orticello di partito. Credo che Renzi abbia scelto questa strada, che rischia di essere imitata oggi da altri”.

Letta glissa sul punto, si limita appunto a sottolineare la necessità di superare le rivalità che hanno segnato il centrosinistra in passato. “La coalizione che dobbiamo costruire” dovrà essere fatta di “persone che si stimano fra di loro. Se il paese ci vede che siamo gente che si detesta reciprocamente, credo che il paese non ci darà fiducia”. Ricorda Letta: “Ho visto tante volte leader del centrosinistra andare in piazza insieme, chiedere la fiducia ai cittadini e non so se si fosse potuto vedere cosa pensavano gli uni degli altri…”. Con “Elly” e “Giuseppe” questa stima reciproca c’è, assicura, “possiamo prenderci per mano”. Ma, aggiunge, “cito Elly e Giuseppe perché sono qui, ma credo che dobbiamo allargare ad altri partiti e soggetti della società civile, soggetti organizzati che vogliano unirsi a noi. Ma già questo sarebbe un bel segnale”. Insomma, porte aperte a chi vuole starci, ovviamente senza che nessuno possa pretendere di porre veti.

Conte offre sponda, spiega che M5s completerà “a giorni il percorso costituente”, assicura che verrà sciolto anche il nodo del rapporto con Rousseau, chiarendo che le scelte politiche non saranno affidate a chi gestisce tecnicamente la piattaforma. L’ex premier ha in mente parecchi strappi col passato e lo fa capire anche quando cita il motto M5s: “Uno vale uno è un principio fondamentale, ma oggi ci corre l’obbligo di chiarire questo principio e spiegare che uno non può valere l’altro”. E poi, “M5s potrebbe rivelarsi una forza politica senz’altro di sinistra. Se la destra è conservazione, M5s è stata la forza più determinata a modernizzare il Paese”. La Schlein, che parla per prima, invita i suoi interlocutori a superare le storiche diatribe della sinistra: “Il nostro campo ha più sigle che elettori, frammentazioni spesso dovute a personalismi accumulati negli anni”. Bisogna aiutare M5s, aggiunge, a “capire se vogliono essere quelli dei ‘taxi del mare’ o quelli di ‘Mare nostrum'”. In ogni caso fa “auguri per il lavoro che vi attende”, sia al Pd che a M5s, e poi conclude: “Stiamo ognuno nella propria casa, serve un nuovo campo ecologista, progressista e femminista” dove poter stare tutti insieme.

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Bettini ribadisce la sua tesi: il rapporto tra Pd e M5s è “essenziale”, ma bisogna dividersi i compiti, sarebbe un errore sovrapporsi: “Ognuno deve arare i terreni per esso più congeniali, per la propria storia e le proprie naturali caratteristiche. M5s è del tutto evidente che ha una vocazione diversa, più trasversale, meno legata ai tradizionali confini tra destra e sinistra, interessata prevalentemente a definirsi sul terreno concreto delle scelte che compie, rivolta alla gente semplice, a settori di giovani che allo stato attuale difficilmente il Pd è in grado di intercettare”. Una classificazione che forse Conte non gradisce del tutto, magari quel passaggio su M5s che parla alla “gente più semplice” non l’ha del tutto apprezzato. Di sicuro precisa: “M5s ha una vocazione che Bettini ha definito trasversale, io preferirei definirla popolare…”. Puntualizzazioni, ma di fatto la carovana parte, e “le amministrative sono solo una tappa”, precisa Letta. La meta sono, appunto, le politiche del 2023.

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