Di Maio e ‘copertura’ Grillo, ma dissidenti 5 stelle non arretrano

Di Maio e ‘copertura’ Grillo, ma dissidenti 5 stelle non arretrano
Beppe Grillo e Luigi Di Maio
16 gennaio 2020

L’ultima telefonata tra Grillo e Di Maio c’e’ stata alcuni giorni fa, con il garante che avrebbe invitato il capo politico ad andare avanti, anche nella riorganizzazione del Movimento. Ma lo sfogo di martedì del capo politico in tv “non mi sono stancato del Movimento ma delle pugnalate” hanno sorpreso anche i parlamentari piu’ vicini a Di Maio. La sua presa di posizione e’ un segnale dell’amarezza per quello che considera un tentativo di screditare non la leadership quanto di arrecare danno direttamente a M5s. Un gruppo di pentastellati – del Senato e della Camera – si è riunito per trovare un punto di incontro sul documento preparato da alcuni esponenti del gruppo di palazzo Madama. Incontro in vista proprio della kermesse degli Stati generali con l’obiettivo di arrivare ad una posizione comune. Alcuni parlamentari in un primo momento intenzionati a partecipare si sono pero’ sfilati, nelle chat la discussione su chi andra’ e chi no si e’ aperta gia’ da ieri mattina.

“Piuttosto bisognerebbe confrontarsi sull’agenda da proporre al presidente del Consiglio Conte”, spiegano i vertici pentastellati. Ma ormai la distanza tra i ‘critici’ e il Capo e’ destinata ad aumentare, con Di Maio – sottolineano fonti parlamentari M5s – che e’ orientato a tenersi in qualche modo le mani libere. Nessuna volonta’ di dimettersi, ancor di piu’ dopo gli attacchi di questi giorni, ma anche i parlamentari piu’ vicini riferiscono che una mossa potrebbe arrivare. Di Maio avrebbe preferito un percorso di riorganizzazione diverso, la formazione di un comitato di garanti, una sorta di ‘direttorio’ in cui coinvolgere i ‘big’ ma i contrasti interni rischiano di creare ulteriore fibrillazione. In realta’ alcune istanze provenienti dai senatori sono condivise dal capo politico M5s. La volonta’ di porre la piattaforma ‘Rousseau’ sotto il ‘tetto’ del Movimento, per esempio. E di fare in modo che i rimborsi restanti non vadano all’associazione ma ad un fondo istituito ad hoc.

Ecco il motivo per cui le distanze tra Di Maio e Casaleggio, spiegano fonti parlamentari pentastellate, sarebbero aumentate negli ultimi giorni. Con quest’ultimo che non avrebbe apprezzato l’orientamento del Movimento di mettere in qualche modo sotto tutela la piattaforma. Ma si capira’ nei prossimi giorni come evolvera’ la situazione, perche’ al di la’ del dibattito al Senato l’allarme e’ sui possibili nuovi abbandoni. Perche’ la senatrice Pacifico potrebbe passare alla Lega e viene dato per sicuro l’addio nelle prossime ore anche di un senatore. Manovre pure alla Camera dei deputati, anche se non e’ certo che l’ex ministro Fioramonti riesca a formare un proprio gruppo autonomo, visto che diversi ex M5s nel misto non avrebbero intenzione di aderire.

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In ogni caso i parlamentari vicini a Di Maio guardano con sospetto al ‘gruppo romano’ del Movimento, anche se la senatrice Taverna avrebbe smentito qualsiasi tentazione di indebolire la leadership di Di Maio. E Di Battista ne rimarca la vicinanza, pur sottolineando di sentirsi “un uomo libero”. “Questa sera – sottolinea un deputato che partecipera’ alla riunione di questa sera – iniziera’ un percorso trasparente per cambiare il Movimento. Di Maio dovra’ capire che e’ sbagliato personalizzare questa discussione”. “Ogni discussione deve avvenire agli Stati generali”, dicono i vertici pentastellati. Mentre altri esponenti al governo del Movimento 5 stelle non escludono che Di Maio possa ‘sfidare’ i dissidenti, farli uscire allo scoperto agli Stati generali per vedere se hanno i numeri dalla loro parte. Ma di mezzo c’e’ anche il voto in Emilia, in caso di una ‘debacle’ del Movimento i dissidenti tornerebbero ad attaccare per chiedere subito un cambio di direzione.

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