Mario Sechi minacciato dagli anarchici, lo Stato risponde con scorta e solidarietà unanime

Mario Sechi

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Il direttore di Libero Mario Sechi è stato posto sotto tutela dalla Questura di Roma dopo aver ricevuto minacce da ambienti anarchici. I vertici dello Stato hanno espresso solidarietà compatta, dal sottosegretario Fazzolari alla presidente Meloni fino ai presidenti di Senato e Camera e a diversi ministri.

Le radici della vicenda

La morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone risale al 18 marzo scorso. I due militanti dell’area anarco-insurrezionalista stavano confezionando un ordigno in un appartamento quando questo è esploso accidentalmente. Mario Sechi, direttore di Libero, ha dedicato diversi editoriali alla vicenda, ricostruendo i fatti e sottolineando i rischi legati alla militanza violenta.

Secondo le fonti investigative, proprio da quegli scritti sarebbero partite le intimidazioni. La Questura di Roma, dopo aver valutato il materiale minatorio, ha deciso di attivare la tutela. Un provvedimento non eccezionale per un giornalista che finisce nel mirino di estremismi politici, ma che assume valore simbolico in un clima di crescente tensione tra stampa e movimenti antagonisti.

La reazione della maggioranza

Il sottosegretario Fazzolari ha parlato di “piena solidarietà” e “grande apprezzamento” per il lavoro di Sechi, definito “bersaglio di ambienti anarchici”. Fazzolari ha aggiunto che il direttore di Libero “non è tipo da farsi intimidire”. La presidente del Consiglio Meloni ha scritto su X che “nessuna intimidazione può mettere in discussione la libertà di espressione”.

Il presidente del Senato La Russa ha definito la stampa “un presidio fondamentale delle nostre istituzioni democratiche”. Il ministro Crosetto ha denunciato il rischio che il confronto civile venga sostituito da minacce e odio politico, mentre Valditara ha parlato di “squallide minacce” da parte di chi rappresenta “un pericolo per la democrazia”.