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Lettura: Mattarella lancia appello ai partiti e “chiama” Draghi
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Mattarella lancia appello ai partiti e “chiama” Draghi

Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2021 15:01
Redazione
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Consumata fino alle ultime battute la crisi nella maggioranza giallo-rossa, Sergio Mattarella prende in mano la situazione senza passare per ulteriori consultazioni e convoca Mario Draghi, ex capo della Bce, per un “governo di alto profilo”. Il presidente della Repubblica lancia un appello alle forze politiche “perché conferiscano la fiducia” a questo governo “senza formula politica”, chiamatelo tecnico, del presidente ma che faccia fronte subito alle emergenze del paese. La decisione viene motivata dal presidente nel suo discorso a tarda sera con un tono severo e serio, elencando tutte le ragioni per le quali non è possibile ora portare il paese alle urne: “le emergenze: sociale, sanitaria e economico-finanziaria” e i rischi di una campagna elettorale in piena pandemia che potrebbe far esplodere nuovamente i contagi, come accaduto in altri paesi che hanno votato.

E poi l’appuntamento fondamentale con il Recovery plan: “Dobbiamo provvedere tempestivamente all’utilizzo dei fondi per non perderli e un governo con una attività ridotta non potrebbe farlo”, avverte Mattarella. Poi ricorda i tempi tecnici necessari alla formazione di un nuovo Parlamento e di un nuovo governo, mesi cruciali e decisivi che non possono passare senza un governo. Preoccupazioni che secondo il capo dello Stato “sono ben presenti ai nostri cittadini che chiedono risposte complete e rapide”. Di qui “l’appello a tutte le forze politiche perché conferiscano la fiducia a un governo di alto profilo, senza una formula politica, conto di conferire al più presto l’incarico per la formazione di un governo che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze del paese”.

Subito dopo il presidente ha fatto sapere tramite il suo portavoce che ha convocato per oggi a mezzogiorno il professor Mario Draghi. Da quel momento si aprirà un’altra fase, starà al presidente incaricato verificare se ha una maggioranza che lo sostiene e formare una squadra di sua fiducia. Il primo a dichiarare la sua sintonia con la scelta del Colle naturalmente è Matteo Renzi, è stato lui per primo durante la crisi a far trapelare che la soluzione migliore sarebbe stata affidare il governo a Draghi. “Abbiamo ascoltato le sagge parole del Presidente della Repubblica Mattarella – ha scritto sui social il leader di IV – ancora una volta ci riconosciamo nella sua guida e agiremo di conseguenza”. Nel Pd sono iniziate le divisioni, mentre Orlando è scettico, Bonaccini e Delrio plaudono all’iniziativa di Mattarella. Andrea Marcucci si spinge oltre e augura già buon lavoro a Draghi. Il segretario Zingaretti però assicura che “saremo pronti al confronto per garantire l’affermazione del bene comune”.

Una dichiarazione che arriva dopo il tweet di Paolo Gentiloni che ringrazia Mattarella. Anche nei Cinque stelle la soluzione Draghi fa emergere i primi mal di pancia, preludio di una possibile spaccatura già aperta durante la crisi dalla scelta della maggioranza di riaprire le porte a Iv. Oggi è già convocata una assemblea congiunta di Camera e Senato del M5s per decidere la linea in vista delle consultazioni che il premier incaricato dovrebbe tenere a Montecitorio, come di solito accade quando c’è un tecnico che per definizione non ha una sede propria. Chiusura totale invece da Giorgia Meloni. Da forza Italia in attesa della parola di Silvio Berlusconi si sono fatti avanti alcuni esponenti come Mara Carfagna, a favore della soluzione del presidente che “impone a tutti i partiti una risposta patriottica alla sofferenza del paese”. Matteo Salvini per ora prende tempo, twitta sulla sovranità che appartiene al popolo ma in passato anche lui aveva fatto il nome di Draghi…

TAGGATO:mara carfagnaMario DraghiPaolo GentiloniRecovery planSergio Mattarella
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