Muore a 101 anni Bianca Maria Piccinino, prima conduttrice del telegiornale
La giornalista triestina si è spenta il 20 luglio 2025, ma la famiglia ha rispettato il suo desiderio di discrezione assoluta fino a febbraio 2026, evitando qualsiasi celebrazione pubblica.
Bianca Maria Piccinino
Bianca Maria Piccinino è morta il 20 luglio 2025 a 101 anni. La notizia, però, è rimasta sigillata per sua espressa volontà. A spiegare i mesi di silenzio è la figlia Paola Ricci, interpellata dall’Adnkronos: “Il silenzio è stato voluto da lei. Per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti. Immagino che poi sia comunque trapelata e ormai, a oltre sei mesi dall’accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta fatica”.
La motivazione è cristallina: “La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha più voluto ‘fare notizia’, nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano intervistarla”. Una scelta coerente con il suo addio alle scene, lontano dai riflettori che aveva contribuito a rendere centrali nell’informazione italiana.
Dalla biologia al piccolo schermo: l’esordio scientifico
Nata a Trieste il 29 gennaio 1924 da padre triestino e madre milanese, laureata in biologia, Piccinino iniziò la carriera nella Rai neonata nel 1953 come autrice e presentatrice di programmi scientifici. Il giorno stesso del provino andò in onda: “Fu la mia prima apparizione televisiva per dare la notizia scientifica del giorno: il ritrovamento di un fossile della catena evolutiva”, raccontò. Dal 1956 al 1964 condusse la trasmissione di divulgazione “L’amico degli animali” con Angelo Lombardi, per poi occuparsi della Televisione dei Ragazzi. La formazione scientifica segnò il suo approccio al giornalismo: analitico, rigoroso, distante dall’enfasi.
La svolta verso la moda e il primato femminile
La svolta arrivò agli inizi degli anni Sessanta, dopo aver collaborato a vari programmi con Mario Soldati e Enzo Biagi. Fu allora che venne spinta a occuparsi di moda, tema all’epoca considerato di esclusivo appannaggio femminile, fino a diventare responsabile del settore per il Telegiornale. Uno dei suoi compiti più significativi fu la copertura delle sfilate di prêt-à-porter a Firenze, Roma e Parigi. Come inviata speciale divenne il volto e la voce femminili della moda alla Rai.
In un’epoca in cui gli accordi prevedevano che le immagini delle sfilate potessero essere trasmesse solo tre mesi dopo l’evento, Piccinino riuscì a portare la moda direttamente nelle case degli italiani. Erano gli anni del Made in Italy, dei grandi stilisti come Giorgio Armani e Gianni Versace, della ribalta dello stile italiano. Piccinino fu la prima donna a condurre il Telegiornale del pomeriggio sul Canale Nazionale e, dopo la riforma della Rai, il Tg1 delle 13,30. Il 15 marzo 1976 condusse insieme ad Emilio Fede la prima edizione del nuovo Tg1. Come ricordò Angela Buttiglione, quando fu assunta nel 1969, a 23 anni, “eravamo solo due donne al Telegiornale: Bianca Maria Piccinino ed io”.
Le telecronache storiche e le grandi interviste
Tra le sue telecronache si ricorda quella per il matrimonio di Carlo e Diana il 29 luglio 1981. La crescente notorietà le diede l’opportunità di intervistare alcuni dei personaggi più iconici della seconda metà del XX secolo. Le sue conversazioni abbracciarono un ampio spettro di personalità, da Sophia Loren a Mikhail Gorbačëv, da Lady Diana a Indira Gandhi, contribuendo a documentare la storia e la cultura di un’epoca attraverso la lente della moda e della comunicazione.
Nonostante le richieste di un suo passaggio a Canale 5, Piccinino rimase alla Rai anche dopo il pensionamento nel 1989, curando il settimanale televisivo “Moda” fino al 1994. Con la fine del rapporto con la Rai proseguì come docente delle Accademie della moda. Nel 2014, per i suoi 90 anni, era stata insignita dalla sua città natale, Trieste, del premio San Giusto d’Oro.
La moda come linguaggio culturale e sociale
Nel corso della sua carriera, Piccinino non si limitò alla televisione. Studiò nel contempo il fenomeno moda in rapporto all’evoluzione della società e ai grandi avvenimenti che la mutavano: moda e costume, moda come comunicazione, moda simbolo di potere. Su questi temi tenne seminari alle Università di Madrid, Firenze e Bologna. Il suo giornalismo contribuì a plasmare la percezione della moda nell’opinione pubblica italiana come veicolo di espressione culturale e sociale, dimostrando quanto sia molto più di abiti e tendenze, ma un linguaggio che racconta storie, riflette l’evoluzione della società e connette le persone.
Raccontò in un’intervista del 2014 per i suoi 90 anni: “La moda italiana è nata nel 1950 a Firenze con le sfilate a Palazzo Pitti; prima esisteva solo quella francese. Si affermarono giovani stilisti come Armani, Ferrè, Versace e da Firenze le sfilate si spostarono a Milano, e spesso a Londra e New York, sfilate che seguivo con l’operatore. Ho continuato a lavorare per cinque anni dopo la pensione: poi arrivarono a dirigere la Rai i famosi ‘Professori’ e non permisero più ai pensionati di lavorare. Finì la mia bella avventura con la Rai durata 40 anni. Intanto mi ero sposata, avevo avuto una figlia che, sposata, ha avuto un figlio, nato quando sono andata in pensione ed è diventato la mia nuova ragione di vita”. È autrice anche di due libri, di cui “Che mi metto” (Gremese Editore, 1987) ebbe particolare successo.
Il silenzio della Rai e la memoria mancata
Ad accennare per primo all’assenza di notizie sulla morte di Piccinino è stato il giornalista Michele Bovi, ex caporedattore centrale del Tg2, dirigente di Rai2 e capostruttura per l’intrattenimento di Rai1. In un articolo pubblicato su ‘Huffington Post Italia’ il 29 settembre 2025, oltre due mesi dopo la scomparsa della giornalista, dal titolo “La memoria corta e le sviste di mamma Rai”, Bovi scriveva: “Non solo Pippo Baudo, altri pionieri del piccolo schermo ci hanno lasciato nei mesi scorsi senza un saluto da parte della radiotelevisione di Stato: Bianca Maria Piccinino, Piero Pompili e Graziano Motta.
Solo un breve annuncio per Vito Molinari e una notizia sbagliata per Carlo Sassi: fu Enzo Tortora a introdurre la moviola nella Domenica Sportiva”. Nello stesso giorno, il giornalista Massimo Emanuelli riprese sul suo blog l’accenno di Bovi alla scomparsa della giornalista. Anche Wikipedia ora riporta la data della morte di Bianca Maria Piccinino (20 luglio 2025), citando come fonte proprio l’articolo di Bovi, con l’ultima modifica effettuata il 28 gennaio 2026, alla vigilia del 102esimo compleanno della giornalista.
