Paura “New China virus”, Wuhan isolata e controlli a Fiumicino. Primo caso di contagio a Singapore

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23 gennaio 2020

Wuhan è una metropoli di 11 milioni di abitanti attualmente isolata nel tentativo di contenere la diffusione di un virus che ha provocato almeno 17 morti. Le autorità hanno sospeso i collegamenti aerei e ferroviari in partenza dalla città della Cina centrale, oltre ad autobus, metropolitane e traghetti. Agli abitanti è stato intimato di non lasciare il territorio, mentre tra timori di carestia, c’è chi parla di “fine del mondo”. Ci sono più di 600 casi confermati del coronavirus, ribattezzato “New China virus”, che provoca sintomi simili alla polmonite e si è diffuso all’estero. Due primi casi di coronavirus sono stati registrati a Hong Kong, un terzo a Macao. E mentre Pechino cancella le celebrazioni del Capodanno lunare, tutti i voli in partenza da Wuhan sono stati sospesi: alcuni voli in arrivo sembrano essere ancora operativi, anche se molti sono stati cancellati. A Fiumicino operatori sanitari controllano la temperatura corporea dei passeggeri che arrivano da Wuhan.

Il coronavirus di Wuhan che ha gia’ contagiato piu’ di 600 persone si diffonde piu’ facilmente da persona a persona di quanto si pensasse. Lo riferisce un funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms), citato dalla Cnn. “Ora stiamo assistendo alla diffusione di seconda e terza generazione”, ha affermato il dottor David Heymann, presidente della commissione dell’Oms che sta raccogliendo dati sul virus. La terza generazione significa che qualcuno che e’ stato infettato dopo aver maneggiato animali al mercato di Wuhan, in Cina, diffonde il virus a qualcun altro, che poi lo diffonde a una terza persona. Intanto, si registra il primo caso di coronavirus a Singapore. Il caso, riferisce lo Straits Time, riguarda un uomo di 66 anni di Wuhan, epicentro dell’epidemia, arrivato a Singapore il 20 gennaio scorso. Il figlio di 37 anni e’ trattato in ospedale come caso sospetto mentre i suoi compagni di viaggio sono in quarantena. Un’altra donna di 53 anni, anch’essa cinese, e’ risultata positiva ai test preliminari, ancora in attesa di conferma.

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Tornando a Wuhan, uno dei poli economici e industriali piu’ importanti della Cina interna, e’ da oggi “in quarantena”. E assieme al capoluogo provinciale dello Hubei, che conta come detto undici milioni di abitanti (piu’ della Lombardia), ci sono anche altre tre citta’ vicine – Huanggang, Ezhou e Chibi- a subire restrizioni. In totale le limitazioni degli spostamenti riguardano 20 milioni di persone. Dopo un avviso diffuso la scorsa notte dalle autorita’ locali, che hanno deciso di sospendere a tempo indeterminato tutti i trasporti, il governo cinese ha confermato lo stop a tutti i viaggi da e per la citta’, chiedendo ai residenti di non lasciare Wuhan senza una motivazione particolare. L’elenco delle misure restrittive si e’ allungato nel corso della giornata: tutte le principali stazioni e i caselli autostradali attorno alla metropoli sono stati chiusi, e anche i pacchi postali in arrivo e in partenza sono sottoposti a disinfezione. Sospesi anche tutti i viaggi turistici, con rimborsi previsti per chi aveva prenotato. L’amministrazione di Wuhan ha anche aperto una hot line per le donazioni di medicinali, mascherine e altro materiale utile a combattere la crisi epidemica e ha voluto smentire le tante leggende metropolitane che iniziavano a circolare come quellq che un aereo che avrebbe lanciato polvere disinfettante su tutta la citta’.

Il senso di impotenza di fronte al virus e’ cresciuto dopo che il capoluogo provinciale dello Hubei si e’ risvegliato isolato dal resto della Cina. Alla stazione di Hankou, principale snodo ferroviario di Wuhan, i passeggeri hanno trovato i cancelli chiusi e le transenne all’ingresso, a causa della chiusura annunciata la scorsa notte e partita alle 10 del mattino. Molte persone sono rimaste a piedi: un giovane, intervistato da China Central Television, ha dichiarato di essere arrivato in citta’ da poco e di doversi recare in un’altra localita’, Jingzhou, a circa trecento chilometri dal capoluogo regionale. In assenza di treni, valutava se prendere un taxi, ma il costo della corsa e’ elevato per le sue tasche. L’epidemia giunge a pochi giorni dal Capodanno cinese, con milioni di viaggi prenotati da tempo per tornare nei luoghi di origine dove trascorrere la festivita’ che cade il 25 gennaio, quest’anno. I disagi riguardano anche gli approvvigionamenti: i supermercati sono vuoti e si registrano gia’ lunghe code ai distributori per accaparrarsi la benzina.

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Ogni aspetto della vita pubblica della citta’ e’ interessato dall’epidemia di polmonite che ha provocato almeno 17 morti su oltre 600 casi accertati: l’ufficio per l’Educazione dello Hubei ha comunicato la chiusura di tutte le scuole primarie e secondarie nella provincia, senza una data per la riapertura dopo le festivita’. “Wuhan isolata” e’ uno dei trend topic su Weibo, il Twitter cinese. La municipalita’ di Wuhan ha chiesto agli abitanti di indossare le mascherine nei luoghi pubblici, e a dare l’esempio sono le stesse autorita’ sanitarie provinciali: i quattro funzionari che hanno tenuto in serata la conferenza stampa sull’evoluzione delle misure prese contro il virus, si sono presentati con il volto coperto ai giornalisti, togliendosi la maschera che copre naso e orecchie solo durante il loro intervento. Il capoluogo dello Hubei non e’ l’unica citta’ blindata. Misure analoghe a quelle prese a Wuhan sono state comunicate anche in una seconda citta’, a circa 75 chilometri dal capoluogo regionale dello Hubei, Huanggang, che conta circa sette milioni di abitanti, e che chiudera’ anche tutti i luoghi di ritrovo pubblici, mentre la vicina Ezhou, circa un milione di abitanti, ha deciso di sospendere, per ora, i soli collegamenti ferroviari.

Restrizioni nei trasporti sono state comunicate per un altro centro dello Hubei, Chibi, con oltre mezzo milione di abitanti. Il virus diffonde timori anche molto lontano da Wuhan: a Pechino, le autorita’ della capitale hanno deciso di cancellare tutti gli eventi all’aperto legati alle festivita’ del Capodanno lunare e persino la Citta’ Proibita, uno dei piu’ noti siti turistici della capitale e di tutta la Cina, secondo quanto emesso oggi, rimarra’ chiusa a partire dal 25 gennaio prossimo, fino a data da stabilirsi. Festeggiamenti cancellati anche a Macao: nell’ex colonia portoghese vicino a Hong Kong sono due i casi accertati del coronavirus, l’ultimo un uomo di 66 anni arrivato mercoledi’ da Wuhan. Per questo e’ stato deciso di sospendere le celebrazioni del Capodanno per arginare l’arrivo dei turisti che prendono di mira questa regione semi-autonoma in quanto e’ l’unica area in tutta la Cina in cui e’ consentito il gioco d’azzardo.

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