Salvini si riposa ad Ischia ma pensa al governo: “C’è voglia di cambiare”

Salvini si riposa ad Ischia ma pensa al governo: “C’è voglia di cambiare”
Il segretario della Lega, Matteo Salvini, con la compagna Elisa Isoardi al loro arrivo a Ischia
30 marzo 2018

Matteo Salvini trascorre il fine settimana a Ischia con la fidanzata Elisa Isoardi, si gode il mare e il sole quasi primaverile senza trascurare i terremotati che dal 21 agosto scorso attendono ancora aiuti concreti. Ma i pensieri del leader leghista sono a Roma e alla formazione del nuovo governo su cui si comincerà ufficialmente a lavorare quando il presidente Mattarella inizierà le consultazioni martedì prossimo. Nonostante la sua sia una visita privata, si ferma a parlare con i cronisti e affronta i temi caldi della politica all’indomani del 4 marzo: legge Fornero (“da abolire”), terrorismo (da combattere), tasse (da ridurre), burocrazia (da snellire). Apre, seppur impercettibilmente, alla possibilità di istituire il reddito di cittadinanza, una delle priorità dei pentastellati, purché non sia puro assistenzialismo e resti una misura temporanea. Parla di governo, il leader della Lega, e si dice speranzoso che lo si possa delineare in tempi non lunghi. Ad affiancare il segretario della Lega nella vacanza ischitana ci sono i due deputati eletti in Campania, Gianluca Cantalamessa e Pina Castiello. Con loro Salvini si sarà sicuramente occupato anche di definire i possibili sviluppi dell`azione del partito nella Regione (dove la Lega ha superato per consensi Fdi) e nel Sud. Ad accompagnarlo, questa mattina, nell`area terremotata di Casamicciola ci sono anche il coordinatore regionale di Fi Domenico De Siano e la consigliera regionale Maria Grazia Di Scala.

Gli isolani credono in Salvini

Un segnale che il centrodestra gli è accanto nell’iniziativa di maggiore radicamento al Sud. Gli isolani che ancora oggi subiscono le conseguenze del terremoto di 7 mesi fa lo aspettano senza ansia e senza pregiudizi. In lui vedono un politico vero che potrebbe dare risposte concrete alle aspettative di migliaia di loro. Piazza Maio, nel cuore della zona rossa, offre una vista desolata. In una cerchia di case diroccate e puntellate spunta una baracca che viene usata per le riunioni. Un punto di riferimento per chi deve organizzarsi e rivendicare interventi. Gli abitanti di Casamicciola lo incontrano e gli raccontano le loro condizioni. Qualcuno gli regala un calendario (con foto e mappe delle aree sismiche, con accenni ai terremoti del secolo scorso). Qualcuno gli chiede se può andare a trovarlo a Roma e lui assicura disponibilità “come ho fatto con i marchigiani e gli umbri”. I suoi occhi scrutano tra le pietre accatastate in angoli di paese ancora suggestivi, scoscesi sul mare. Osserva i limoni che crescono su una pianta e subito gliene vengono offerti in dono. Ma il venerdì santo di Salvini non si contraddistingue solo per l`impegno verso i terremotati e per il riposo.

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Parla da leader, in diretta via Facebook, per chiarire i principi su cui è pronto anche a guidare il governo. Manda un messaggio a Luigi Di Maio definendo il suo un arroccamento sul “io, io, io” e rivendicando la vittoria del centrodestra e della Lega nell`ambito della coalizione. E se fare il governo resta il suo obiettivo prioritario, è vero allo stesso tempo che, assicura, “non mi spaventa il voto”. Lancia anche l`idea di un ministero per i disabili. Torna a parlare di numeri e principi base su cui costruire il nuovo esecutivo nazionale. Ribadisce quanto detto ai cronisti davanti le macerie di Casamicciola: “La settimana prossima andremo al Quirinale con i nostri capigruppo, dirò al presidente Mattarella che siamo pronti: c’è un programma c’è una squadra, c’è una coalizione e c’è la voglia di cambiare”. Per fare il governo Salvini ricorda che ci vogliono i numeri, naturalmente, ma soprattutto che le linee devono essere quelle del centrodestra, “se altri ci dicono che è giusto tagliare le tasse, cambiare la scuola, riconoscere il diritto alla legittima difesa. Se è giusto stare dalla parte dei cittadini per bene, mettere mano alla riforma della giustizia”.

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