Slitta a gennaio elezione presidente Lega. Stretta contro razzismo

Slitta a gennaio elezione presidente Lega. Stretta contro razzismo
Paolo Dal Pino
16 dicembre 2019

La Lega Serie A dovra’ aspettare il prossimo 8 gennaio per aver un nuovo presidente, dopo le dimissioni di Gaetano Micciche’ dello scorso 19 novembre. La seconda assemblea elettiva, in programma oggi in via Rosellini, ha infatti decretato l’autorevolezza della candidatura dell’ex manager di Wind e Pirelli Paolo Dal Pino, arrivato per due tornate elettorali a un solo voto dalla nomina, ma non in grado di raccogliere la maggioranza qualificata dei 14 voti. A sorpresa, il manager milanese indicato dal presidente del Milan, Paolo Scaroni, e appoggiato dai presidenti piu’ vicini al numero uno della Lazio Claudio Lotito, era stato in grado di raccogliere ben 13 voti nel primo scrutinio, facendo sperare in una soluzione migliore nella seconda votazione. Esito che invece non e’ stato positivo, visto nelle due tornate successive Dal Pino non ha raccolto altri voti e, anzi, nel terzo scrutinio e’ sceso a quota 12, perdendo consensi a scapito soprattutto dell’ex numero uno di via Rosellini Gaetano Micciche’, passato da 2 a 5 preferenze. Fumata nera e tutto rinviato a gennaio, quindi, quando nella terza assemblea elettiva, bastera’ la maggioranza semplice (11 voti) per nominare il nuovo presidente.

Sulla carta, il fronte pro Dal Pino ha tutte le carte in regola per portare a termine la sua missione, ma storicamente gli equilibri in Lega Calcio sono molto labili e le alleanze instabili, per cui resta aperta anche l’ipotesi dell’ennesimo nulla di fatto, che aprirebbe le porte ad un definitivo e lungo commissariamento. Sara’ il commissario ad acta Mario Cicala a cercare di sfruttare le prossime due settimane per trovare una soluzione largamente condivisa e non lasciare una Lega con un presidente eletto da poco piu’ della meta’ dei club. Messa in stand by la questione dei diritti televisivi e l’analisi dell’offerta di Mediapro, almeno fino alla composizione definitiva della governance, la Lega Serie A ha pero’ voluto ribadire il suo impegno contro il razzismo. “Faremo in due anni quello che la Tatcher ha fatto in dieci” ha detto l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo, presentando un pacchetto di iniziative messe in campo per contrastare il fenomeno del razzismo. “Il nostro e’ un percorso lungo e diviso in tre fasi – ha aggiunto -: una culturale, una sportiva e una repressiva”.

Dal punto di vista culturale, oltre a un trittico di opere sul tema del razzismo dell’artista internazionale Simone Fugazzotto, che saranno esposte in via Rosellini, la Lega Calcio ha annunciato un’iniziativa con la Nelson Mandela Foundation, la conferma di “Caro calcio ti scrivo” che vede coinvolte anche le scuole, una campagna media per creare gli elementi di sensibilizzazione perche’ le cose cambino e la distribuzione ai giornalisti del libro “Un calcio a razzismo” di Massimiliano Castellani e Adam Smulevich. Per quanto riguarda la parte sportiva, le 20 squadre hanno firmato una carta dei principi contro il razzismo, mentre 20 giocatori di serie A, uno per team, sono stati nominati ambasciatori e membri di una squadra simbolica razzismo. Si tratta di Pierluigi Gollini dell’Atalanta, Ibrahima Mbaye del Bologna, Daniele Gastaldello del Brescia, Ragnar Klavan del Cagliari, Kevin Prince Boateng della Fiorentina, Stefano Sturaro del Genoa, Sofyan Amrabat del Verona, Danilo D’Ambrosio dell’Inter, Blaise Matuidi della Juventus, Joaquim Correa della Lazio, Khouma El Babacar del Lecce, Davide Calabria del Milan, Kalodou Koulibaly del Napoli, Gervinho del Parma, Juan Jesus della Roma, Albin Ekdal della Sampdoria, Pedro Obiang del Sassuolo, Felipe della Spal, Cristian Ansaldi del Torino e Stefano Okaka dell’Udinese.

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Mutuando un’idea dell’Inter, per tutto il girone di ritorno, la fascia dei capitani sara’ disegnata con temi legati alla lotta al razzismo. Alla lotta contro questo fenomeno sara’ dedicato anche un turno di Coppa Italia e una giornata di campionato. Un “nuovo italiano” dovrebbe essere infine chiamato a cantare l’inno di Mameli in occasione della finale di Coppa Italia all’Olimpico. A proposito invece della linea repressiva, De Siervo ha spiegato: “Stiamo potenziando le telecamere di sicurezza negli stadi e vogliamo utilizzare il software di riconoscimento facciale. Le squadre possono esprimere il gradimento nei confronti dei tifosi ed eventualmente escluderli, ma hanno bisogno di quelle immagini che oggi sono in dotazione solo alla Polizia. Manca un pezzo che deve essere autorizzato dal garante della privacy. Dovremmo riuscire, sotto l’egida del governo, ad avere questa autorizzazione e da quel momento i club potranno intervenire direttamente. La Lega si fara’ garante che ci sia uno standard unico e comune. Infine, abbiamo deciso di avere una task force all’interno della Lega sul tema del razzismo”.

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