Tokyo2020, Garozzo: sono amareggiato, ci riscatteremo a squadre

Tokyo2020, Garozzo: sono amareggiato, ci riscatteremo a squadre
Daniele Garozzo
27 luglio 2021

È un Daniele Garozzo amareggiato, quello che alla fine della finale olimpica del fioretto maschile individuale di Tokyo di stasera si deve accontentare di una medaglia d’argento, dopo aver perso l’assalto con il cinese di Hong Kong Cheung Ka Long, ma consapevole comunque di aver ottenuto una risultato storico arrivando in finale per due edizioni consecutive dei Giochi, dopo che a Rio aveva vinto l’oro. “Sono molto amareggiato, è un boccone amaro da mandar giù questa finale, però tra qualche giorno sarà un bellissima vittoria questa medaglia d`argento”, ha spiegato l’azzurro subito dopo la premiazione al Makuhari Messe di Chiba.

“Onestamente lui oggi era in superforma, bisogna anche essere onesti e riconoscere i meriti dell`avversario. Fisicamente ha imposto il suo ritmo e nella scherma di oggi chi ha le gambe più forti comanda la misura e chi comanda la misura tocca di più. Spiungeva più di me in avanti e di fatto su tutte quelle azioni simultanee aveva sempre ragione lui perché partiva più veloce”, ha ammesso il fiorettista. “Avrei dovuto avere un po` più di intelligenza tattica a sciogliere, a far durare tanto la stoccata, a fargli capire che ci volevano minuti per toccarmi. Sono andato sempre lì in quella situazione e alla fine non ne sono venuto a capo”, ha continuato l’oro di Rio. Garozzo è partito bene, ma poi è stato raggiunto e superato dal fiorettista asiatico e, a un certo punto, ha anche accusato un crampo. “Io dovevo essere intelligente dal 4 a 1. Soprattutto le prime tre stoccate, se dai la sensazione all`avversario che ti può toccare nel giro di due o tre secondi, magari gli dai pure sicurezza. Invece lì, visto che lui aveva più gambe, dovevo andare via, dovevo andare via, dovevo andare via tutto il tempo, doveva capire che c`era una striscia di sangue in pedana per toccarmi”, analizza il fiorettista.

“Dovevo essere un po` più lucido, un po` più forte fisicamente”. Il lavoro di Garrazzo però non finisce qui. Manca ancora il concorso di fioretto a squadre, nel quale l’Italia ha le potenzialità per fare la sua parte. “Siamo molto arrabbiati, sicuramente. Ci riscatteremo”, assicura l’atleta azzurro. “Secondo me ci sarà una risposta a squadre” continua, anche ammettendo però che “in parte il mondo della scherma è cambiato, non è più quello che era 12 anni fa, 16 anni fa o 20 anni fa, quando le nazioni del blocco europeo si giocavano tutte le medaglie: come avete visto, oggi ha vinto un ragazzo di Hong Kong, vent`anni fa probabilmente nemmeno c`era la scherma a Hong Kong”.

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