A volte post Covid non recupera olfatto e gusto. Verso una terapia

A volte post Covid non recupera olfatto e gusto. Verso una terapia
18 aprile 2021

Si chiamano anosmia e ageusia e sono due sintomi molto frequenti tra chi ha contratto l’infezione da Covid-19. Parliamo, rispettivamente, della perdita dell’olfatto e del gusto. Secondo gli ultimi dati, dopo la guarigione uno su dieci continua a non sentire odori e sapori e ciò, certamente, può incidere profondamente sulla qualità della vita. E così prende corpo un’innovativa terapia anti-neuroinfiammazione, in grado di agire sul controllo delle alterazioni del sistema nervoso, promette di far recuperare totalmente le funzioni in pochi mesi. I primi risultati emergono da uno studio condotto dal team di Arianna Di Stadio, coordinatore di Ricerca in Otorinolaringoiatria e Docente di Neuroscienze all’Università di Perugia, nonché ricercatore onorario al dipartimento Neuroscienze della Quenn Square Neurology UCL di Londra. Lo studio è stato avviato a novembre 2020.

“Lo studio parte dall’ipotesi che la causa della perdita dell’olfatto interessi il sistema nervoso centrale. Ipotesi confermata dai risultati stessi del lavoro e da altri precedenti studi scientifici, che superano la teoria dell’ostruzione periferica – spiega Di Stadio -. Il virus determina dunque un’infezione e infiammazione dell’encefalo che, alterando i processi di trasmissione del segnale, produce ripercussioni totali o parziali sull’olfatto con il rischio che, una volta atrofizzata la struttura (il bulbo olfattivo), l’anosmia diventi irrecuperabile. L’encefalo tende a riparare i danni autonomamente nell’arco di uno/due anni, ma questo potrebbe non avvenire. Per questo motivo è importante intervenire quanto prima, sottoponendosi a trattamenti in grado di restituire la capacità di odorare e gustare entro pochi mesi dalla manifestazione del disturbo”. Sempre più nuovi centri sono in via di arruolamento per implementare il numero dei pazienti e offrire una copertura più vasta sul territorio nazionale per il trattamento di questo problema.

Molti pazienti colpiti da Covid-19 in forma lieve dichiarano un deficit di olfatto e di gusto. Gli esperti dicono che entro un mese la maggior parte recupera del tutto, dieci su cento però non migliorano. Lo aveva rilevato una ricerca italiana che aveva valutato questo deficit sensoriale in circa 200 pazienti. L’indagine, nello specifico, era stata condotta da un team di ricercatori delle Università di Padova e Trieste, dell’Aulss2 di Treviso, del Centro di riferimento oncologico di Aviano e del King’s College di Londra. Nel corso dello studio erano stati esaminati 202 adulti, tutti testati con tampone presso l’ospedale di Treviso nel mese di marzo 2020 e tutti positivi all’infezione da coronavirus, seppur “moderatamente sintomatici”. Alterazioni del gusto (in gergo scientifico definita come detto “ageusia” o “disgeusia”), dell’olfatto (o anche “anosmia”) o di entrambi erano state dichiarate dalla maggioranza delle persone, ovvero 113. A distanza di un mese circa dalle prime manifestazioni, l’89% dei partecipanti però aveva dichiarato di aver ricominciato a sentire odori e sapori.

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