Napoli in rivolta contro l’ordinanza di De Luca: 2 arresti e 2 poliziotti contusi

24 ottobre 2020

A Napoli due 32enni, entrambi del quartiere Vasto e con precedenti di polizia per droga e porto d’armi improprie, sono stati arrestati dalla polizia dopo gli scontri della tarda serata di ieri. I reati loro contestati sono resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Due, invece, i poliziotti rimasti contusi: uno a una gamba e un altro a una mano. Problemi all’udito, a causa dell’esplosione ravvicinata di un petardo, per un militare dell’Esercito. Le indagini continuano, anche grazie alla visione delle numerose immagini registrate nel corso della guerriglia urbana scoppiata dopo le 23 soprattutto nelle zone a ridosso di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania.

Intanto, a Napoli si contano i danni e si tirano le fila investigative sulla guerriglia urbana. Migliaia di persone in piazza, molte senza mascherina, altre anche con cappuccio in testa, che hanno dato vita a una violenta protesta nel primo giorno in cui è scattato il coprifuoco, dalle 23 alle 5, voluto dal governatore campano che, proprio ieri, aveva anche annunciato un imminente, nuovo, lockdown. Super lavoro, dall’alba, per i dipendenti dell’Asia, la partecipata del Comune che si occupa della pulizia delle strade e della raccolta dei rifiuti. Tanta l’immondizia sui marciapiedi e lungo le vie: molti i cocci di bottiglie, oltre a pali della segnaletica stradale divelti, cassonetti rovesciati e dati alle fiamme. Danni anche ai cestini dei rifiuti e ai parchimetri.

Leggi anche:
Confindustria: Covid shock violento, in lockdown produzione -40%

Sono al lavoro le intelligence di polizia e carabinieri presi come bersaglio da lancio di oggetti, bombe carta e petardi. Forti tensioni che hanno generato anche cariche di alleggerimento ed esplosione di lacrimogeni. Per un paio d’ore, chi era sceso in strada ha preso di mira auto parcheggiate, utilizzato transenne per farsi scudo, bastonato auto delle forze dell’ordine e circondato camionette d’ordinanza. Difficile anche il lavoro dei giornalisti: una truppe di Sky è stata aggredita e anche per fotografi e cineoperatori è stato complicato documentare quanto stava avvenendo. I social, sin dalle 23 di ieri, sono inondati di video postati in diretta o registrati in vari punti della città: dalla protesta pacifica che è iniziata nei pressi dell’università L’Orientale, nel centro storico, fino alle forti tensioni sul lungomare e in via Santa Lucia.

I manifestanti, che si sono dati appuntamento soprattutto sui social, hanno attraversato il centro storico della città, partendo dalla zona dell’università L’Orientale in largo San Giovanni Maggiore e poi si sono riversati in piazza Municipio, piazza del Plebiscito e, infine, sul lungomare. Tensioni si sono registrate con le forze dell’ordine schierate in assetto antisommossa in via Santa Lucia, nei pressi del palazzo sede della Regione Campania. La manifestazione, che non era stata autorizzata, ha contravvenuto al coprifuoco disposto da un’ordinanza regionale che parte dalle 23 sino alle 5 del giorno successivo. Alcune delle persone in strada, brandendo delle mazze, hanno anche rotto suppellettili in strada e rivoltato cassonetti dell’immondizia, alcuni dei quali sono stati anche dati alle fiamme. Intonati slogan contro il governatore campano De Luca. In più momenti da parte dei manifestanti sono partiti lanci di oggetti, di petardi e di bombe carta. Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, scene di vera e propria guerriglia urbana che hanno visto anche l’esplosione di alcuni fumogeni da parte della polizia.

Leggi anche:
Schiaffo a Trump anche dalla Corte suprema della Pennsylvania: "Accuse senza fondamento"

Gia’ la mattina in diverse parti della citta’ le forze dell’ordine hanno riscontrato la presenza di diversi gruppi di ragazzi in scooter che fermi ai semafori hanno iniziato a suonare i clacson contro la decisione del giorno prima del governatore di imporre il coprifuoco. Il primo momento teso si e’ vissuto alle 17. Sempre i clacson protagonisti e un blocco stradale con ripercussioni lungo l’autostrada Napoli-Pompei-Salerno, grazie ad auto e scooter che hanno bloccato l’ingresso ai caselli e l’uscita sia a Portici che a Ercolano. In serata i commercianti del centro storico e quelli della zona di via Duomo si sono dati appuntamento in piazza del Gesu’ come hanno fatto ieri i ristoratori del lungomare di Napoli di altre zone del salotto della citta’ davanti al palazzo della Regione, in via Santa Lucia per manifestare la loro contrarieta’ all’ipotesi di lockdown e alla chiusura anticipata alle 23.

Poi si sono mossi gli studenti universitari, che nel pomeriggio hanno indetto appunto un flashmob nella piazzetta dell’universita’ Orientale. Infine sul lungomare, all’altezza della Rotonda Diaz. In questo caso ragazzi piu’ giovani, che hanno ricevuto via sms un invito a vedersi per disobbedire alla decisione di De Luca di chiudere i ritrovi della movida. E ancora decine e decine di video pubblicati su Facebook in una protesta social con una parola chiave #nolockdown. Commercianti e cittadini mostrano le immagini delle loro attivita’ commerciali vuote, strade deserte, forni delle pizze spenti. Video anche dall’aeroporto di Capodichino, deserto, e dagli scavi archeologici di Pompei. Deserto anche al porto di Napoli, dove erano attese navi da crociere e che forse cambieranno rotta.

Leggi anche:
Nigeria, jihadisti uccidono almeno 110 persone mentre lavoravano nei campi
Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti