I Rolling Stones aprono una nuova fase con “Foreign Tongues” tra blues, soul e rock
Rolling Stones
I Rolling Stones tornano con un nuovo album in studio. Foreign Tongues, pubblicato oggi da EMI/Universal Music, raccoglie 14 brani e rappresenta il seguito di Hackney Diamonds, il lavoro che meno di tre anni fa aveva riportato la band ai vertici della critica internazionale conquistando anche un Grammy Award. Il nuovo disco mantiene il legame con il suono storico del gruppo ma amplia il raggio d’azione con nuove soluzioni compositive e produttive.
Un repertorio tra tradizione e novità
L’album comprende dodici composizioni inedite, alle quali si aggiungono una reinterpretazione di You Know I’m No Good di Amy Winehouse e una nuova versione di Beautiful Delilah di Chuck Berry, uno degli artisti che più hanno influenzato la formazione britannica.
Tra i brani già presentati figurano il singolo Jealous Lover, dalle sonorità soul, In the Stars e l’apertura affidata a Rough and Twisted, inizialmente distribuita in un’edizione limitata in vinile white label con il titolo The Cockroaches, rapidamente diventata un oggetto ricercato dai collezionisti.
Le sessioni londinesi
Foreign Tongues è stato registrato ai Metropolis Studios di West London in meno di un mese, durante un intenso periodo creativo che ha riportato insieme Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood con Andrew Watt, produttore già protagonista di Hackney Diamonds.
Accanto ai tre componenti storici della band hanno partecipato Darryl Jones, Matt Clifford e Steve Jordan. Nel brano Hit Me In The Head è presente anche una registrazione di Charlie Watts, realizzata durante una delle sue ultime sessioni in studio prima della morte nel 2021.
Completano il progetto numerosi ospiti, tra cui Steve Winwood, Paul McCartney, Robert Smith dei The Cure e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers.
Le parole della band
Ripercorrendo la lavorazione del disco, Mick Jagger ha sottolineato il clima che ha caratterizzato le registrazioni: “Ho adorato queste sessioni ai Metropolis Studios. Avevamo quattordici grandi brani e abbiamo lavorato con grande intensità. In quello studio si percepisce la passione di tutti”.
Keith Richards ha definito il nuovo lavoro “una naturale continuità rispetto a Hackney Diamonds“, aggiungendo che tornare a registrare a Londra ha contribuito a creare un ambiente favorevole alla creatività. “Per me tutto ruota attorno al piacere di fare musica. Mi sento fortunato a poter continuare a farlo”.
Ronnie Wood ha infine evidenziato l’intesa raggiunta durante le sessioni: “L’atmosfera era incredibilmente creativa e spesso la versione definitiva arrivava già alla prima take. Spero che il disco piaccia a tutti”.
L’opera di Nathaniel Mary Quinn
La copertina di Foreign Tongues porta la firma dell’artista statunitense Nathaniel Mary Quinn. L’autore ha definito il progetto “un onore artistico”, descrivendolo come “un dialogo con una delle forze più durature della storia della cultura”, sottolineando così il valore simbolico della collaborazione con una delle band più influenti della storia del rock.
