Italiano cambia ancora tutto, Chivu lancia i giovani e arriva un 3-3

Bologna e Inter chiudono la Serie A con un pareggio ricco di errori, accelerazioni e segnali per il futuro.

bolognaInter

(foto x.com/Inter)

Il campionato di Bologna e Inter si chiude come era iniziato: con ritmo, errori, qualità e continui cambi di scenario. Al Dall’Ara finisce 3-3 dopo una partita senza implicazioni di classifica ma piena di indicazioni tecniche.

Segnano Dimarco, Bernardeschi, Pobega, Pio Esposito e Diouf, mentre il terzo gol rossoblù nasce da un’autorete di Zielinski. Italiano cambia ancora volto alla sua squadra, Chivu mescola titolari e giovani. Entrambi salutano la stagione con una gara aperta fino all’ultimo minuto.

L’avvio e la rimonta

L’Inter prende subito il controllo del possesso e prova ad allargare il gioco sugli esterni. Dopo alcune letture sbagliate in costruzione da entrambe le parti, la prima svolta arriva al 22’. Lucumí stende Lautaro al limite dell’area e Dimarco disegna una punizione precisa sul palo lontano. È il settimo centro stagionale in campionato dell’esterno nerazzurro.

La risposta del Bologna è immediata. Tre minuti più tardi Castro attacca centralmente, De Vrij devia male e Bernardeschi conclude rapidamente di sinistro battendo Martinez. La partita si apre. Rowe crea superiorità sulla fascia, Freuler e Pobega alzano il pressing sui portatori interisti, mentre l’Inter concede spazi in uscita.

Al 41’ arriva il sorpasso rossoblù. Pobega calcia dal limite dopo una palla alta respinta male dalla difesa nerazzurra: il tiro viene deviato prima da Sucic e poi da Lautaro, spiazzando Martinez. Nel mezzo ci sono anche le occasioni sprecate da Castro e Freuler, entrambe nate da errori tecnici dell’Inter nella gestione del pallone.

La ripresa cambia volto

Il secondo tempo si apre con il terzo gol del Bologna. Rowe allarga per Miranda, cross teso al centro e intervento sfortunato di Zielinski, che devia nella propria porta anticipando gli attaccanti rossoblù. Sul 3-1 la gara sembra indirizzata, anche perché l’Inter perde compattezza e continua a concedere transizioni.

Chivu cambia molto prima dell’ora di gioco. Fuori Dimarco, Barella e Lautaro, dentro Luis Henrique, Mkhitaryan e Bonny. Il tecnico interista utilizza la partita come laboratorio per il prossimo anno e osserva soprattutto Diouf, schierato largo sulla fascia.

La mossa produce effetti nel finale. Al 64’ il francese salta Miranda e Pobega con una doppia finta, colpisce il palo e favorisce il tap-in di Pio Esposito per il 3-2. L’Inter cresce, il Bologna abbassa il ritmo e Italiano inserisce Odgaard, Moro e Zortea per ridare energia alla squadra.

Nel frattempo il Dall’Ara applaude De Silvestri, sostituito nel secondo tempo. Per il capitano rossoblù non sarà un addio: il rinnovo per un’altra stagione è già definito.

Spazio ai giovani

Gli ultimi minuti servono soprattutto a osservare uomini e gerarchie. Chivu concede spazio ai giovani Cocchi e Topalovic, mentre Acerbi resta in panchina per tutta la gara. Nell’Inter si rivede anche Mkhitaryan, forse all’ultima presenza in nerazzurro.

All’87’ arriva il pareggio definitivo. Topalovic trova Diouf nello spazio dopo una transizione rapida: il francese controlla e chiude sul primo palo davanti a Skorupski. È il gol che chiude una partita senza peso di classifica ma utile per leggere le intenzioni future dei due allenatori.

Italiano conclude la stagione con la 107esima formazione diversa in 107 partite alla guida del Bologna. Il suo futuro resta aperto. Chivu, invece, conferma la volontà di allargare le rotazioni e inserire gradualmente i più giovani. Tra questi anche Cocchi, classe 2007 cresciuto a Molinella, entrato nel finale davanti a uno stadio che ormai guardava già oltre il risultato.