La ministra: “Ora la scuola non riapre”. Ed è ancora rebus esami di maturità

La ministra: “Ora la scuola non riapre”. Ed è ancora rebus esami di maturità
Lucia Azzolina
26 marzo 2020

“Voglio ribadire, con chiarezza, un aspetto fondamentale. Si tornerà a scuola se e quando, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie, le condizioni lo consentiranno”. A spiegarlo è stata la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, in Aula del Senato, durante l’informativa sulle iniziative per la prosecuzione dell’anno scolastico alla luce dell’emergenza sanitaria in corso.

“In una situazione così difficile il governo – sottolinea – ha dovuto operare scelte importanti e complesse, impedendo, allo stato attuale la presenza a scuola degli studenti e delle loro famiglie, dei docenti, e riducendo la presenza del personale Ata e dei dirigenti scolastici, limitandola alle sole attività ritenute indifferibili. Questo per contenere il contagio”. Tuttavia, aggiunge la ministra, “il servizio di istruzione è un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito. Per questo abbiamo subito sollecitato l’attivazione di forme di didattica a distanza. Con l’obiettivo di garantire il diritto allo studio, ma anche e soprattutto la vicinanza ai nostri studenti e alle loro famiglie. È una scelta a mio avviso obbligata. Non abbiamo alternative se vogliamo stare accanto ai nostri allievi”.

NESSUNO RIMARRA’ INDIETRO

Di certo, per la ministra, “nessuno studente deve rimanere indietro a causa del digital divide cioè delle differenze infrastrutturali di rete tra i territori”. Con la firma del decreto “abbiamo individuato risorse, pari a 85 milioni di euro, per l’anno 2020, destinando 10 milioni la dotazione o al potenziamento – per le scuole – di piattaforme e strumenti digitali per l’apprendimento a distanza; 70 milioni di euro per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme di apprendimento e per garantire la connettività di rete nei territori ove essa sia carente; 5 milioni per la formazione del personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza”.

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Azzolina sottolinea che “abbiamo inoltre considerato che spesso le scuole del primo ciclo di istruzione non hanno personale tecnico competente per affrontare le problematiche legate alla gestione delle nuove tecnologie. Così abbiamo deciso, in un momento in cui le competenze digitali fanno la differenza, di mettere a disposizione di queste scuole mille nuovi assistenti tecnici informatici(profilo finora previsto solo per le scuole secondarie di secondo grado), con il compito di assicurare la funzionalità della strumentazione informatica in dotazione agli istituti e per supportare i docenti e gli alunni nell’utilizzo delle piattaforme di didattica a distanza”.

Nel corso della mattinata di oggi, spiega Azzolina, “ho firmato un decreto ministeriale attuativo,con il quale, individuati i criteri, stiamo procedendo a ripartire tra le istituzioni scolastiche le risorse, con particolare attenzione a far in modo che i 70 milioni per i dispositivi digitali e la connettività intercettino maggiormente il fabbisogno delle scuole con popolazione scolastica in situazioni socio-economiche di maggior deprivazione e, quindi, più bisognose di dispositivi digitali per la didattica a distanza da dare in comodato d’uso agli studenti. Coerentemente con il dettato normativo, non ho voluto una ripartizione “a pioggia” delle risorse. Si è tenuto conto, infatti, non solo del numero degli studenti, ma anche e soprattutto della loro condizione socioeconomica, allo scopo di supportare in termini di eguaglianza sostanziale quelli che ne hanno più bisogno”. Nello stesso decreto, inoltre, “sono previste le procedure per l’assegnazione della dotazione organica aggiuntiva di assistenti tecnici informatici direttamente agli Uffici scolastici regionali, da ripartire poi per scuole polo regionali”.

ATTIVITA’ A DISTANZA PER 6,7 MILIONI DI STUDENTI

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Nonostante il periodo di grave difficoltà nella gestione dell’emergenza, fa sapere ancora Azzolina, il 93% delle scuole italiane ha risposto al quesito col quale si è svolto il monitoraggio; il 67% delle scuole che hanno attivato l’attività a distanza, prevede per essa specifiche forme di valutazione. Attualmente più di 6,7 milioni di alunni è raggiunto, attraverso mezzi diversi, da attività didattiche a distanza. Azzolinea chiarisce poi chiarito l’89% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con disabilità; l’84% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con DSA; il 68% delle scuole ha predisposto attività e materiali specifici per gli alunni con BES non certificati; il 48% delle scuole ha svolto riunioni degli organi collegiali a distanza.

MATURITA’

L’orientamento della ministra dell’Istruzione è quello di proporre per gli esami di maturità una commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni. A spiegarlo è stata la stessa ministra in Aula al Senato, durante l’informativa sulle iniziative per la prosecuzione dell’anno scolastico alla luce dell’emergenza sanitaria in corso. In merito agli esami di Stato, chiarisce Azzolina, “abbiamo più volte ribadito la necessità, come chiedono anche gli studenti ai quali va il mio abbraccio più grande, di predisporre le modalità che garantiscano un esame serio che tenga conto dello sviluppo reale degli apprendimenti. Questo approccio non vuole essere finalizzato alla rigidità formale, al contrario intende volgere alla valorizzazione dei percorsi di ognuno, attraverso lo strumento più idoneo per tutti”.

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Proprio per questo motivo, “anticipo sin d’ora quella che può essere una diretta conseguenza di questo approccio di valorizzazione, che riguarda la composizione delle commissioni d’esame per la scuola secondaria di II grado. Il mio orientamento è di proporre una commissione formata da soli membri interni, con presidenti esterni. Da un lato, ciò vale a tutelare gli apprendimenti effettivamente acquisiti. Dall’altro, un presidente esterno si fa garante della regolarità dell’intero percorso d’esame”.

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