Lagarde lancia l’allarme: “In Europa l’economia soffre, ricalibreremo le nostre misure”

Lagarde lancia l’allarme: “In Europa l’economia soffre, ricalibreremo le nostre misure”
Christine Lagarde
1 dicembre 2020

In Europa “la seconda ondata pandemica sta rallentando e perdendo intensità, ma le indagini e gli sviluppi che vediamo mostrano che l’economia sta soffrendo”. Con lo sviluppo di vaccini anti Covid “vediamo l’altra sponda ma non abbiamo ancora attraversato il guado”, ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un video collegamento con l’Atlantic Council GeoEconomics Center. “Le autorità fiscali (i governi-ndr) devono continuare a dispiegare i loro strumenti, perché dobbiamo assicurarci di arrivare sani e salvi all’altra sponda”. Per quanto riguarda la Bce “ricalibreremo le nostre misure, per assicurare che i nostri strumenti sostengano la ripresa e che le condizioni finanziarie restino favorevoli. Ma chiaramente – ha aggiunto – siamo in una fase in cui la politica di Bilancio sarà più rilevante” e in cui servono misure “potenti”.

A Lagarde, già direttrice del Fmi e ministro delle Finanze della Francia, è stato chiesto quali lezioni avesse imparato dalle crisi precedenti: “Primo, muoviti velocemente – ha risposto – perché la crisi non ti aspetta. Secondo, fai in grande (go big). Terzo comunica chiaramente”. “Quello che cambia con questa crisi – ha aggiunto – è che a differenza del 2008 abbiamo capito che dovevamo agire rapidamente e assieme. E stavolta si è anche capito che la politica monetaria non può essere l’unico giocatore in campo”. E ci sta una cooperazione decisamente migliore tra politica monetaria e politiche di Bilancio. Sull’euro digitale, Lagarde ha affermato che ci si muoverà “rapidamente” ma “con attenzione” per valutare i vari aspetti positivi e potenzialmente problematici. Posto che la Cina è avanti rispetto a Usa e Ue sui preparativi per una valuta digitale (che comunque non è ancora imminente). E sull’euro in generale ha affermato che “oltre il 70% degli europei sono soddisfatti, è qualcosa in cui si identificano”, laddove in precedenza c stava “un forte attaccamento al franco, alla lira o al marco, che ora non si sente più”.

Infine, quanto al suo ruolo da capo della Bce, ha affermato che una delle cose che l’ha maggiormente stupita in questo primo anno di mandato è “l’impatto immediato e la potenza” con cui avvengono le reazioni alle decisioni prese. “E’ qualcosa che ho imparato e che continuo a imparare”, ha detto, senza specificare se si riferisse all’effetto positivo, ad esempio, del lancio del Pepp, il piano di acquisti di titoli anticrisi, o, all’opposto, alla reazione negativa alle sue famigerate parole sul “non siamo qui per chiudere gli spread”, poi rapidamente corrette, che avevano creato forti tensioni sui mercati (e non solo). Magari si riferiva ad entrambe. Il Consiglio direttivo della Bce tornerà a riunirsi la prossima settimana, il 9 e 10 dicembre.

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