Liquidità alle aziende e sostegno all’export, Cdm vara decreto anti crisi. Ecco le tipologie di aiuti

Liquidità alle aziende e sostegno all’export, Cdm vara decreto anti crisi. Ecco le tipologie di aiuti
7 aprile 2020

Alla fine l’intesa sul pacchetto liquidità alle imprese è stata trovata. E così, il Consiglio dei ministri vara un decreto anti crisi che stanzia 400 miliardi di euro: 200 miliardi per la liquidità alle imprese, 200 miliardi per il sostegno all’export. Somme che vanno ad aggiungersi ai 350 miliardi già previsti nel decreto Cura Italia per un totale di 750 miliardi. In pratica, i prestiti, 200 miliardi di euro, saranno garantiti fino al 90% dallo Stato per tutte le imprese, senza limiti di fatturato, arriveranno al 25% del fatturato o al doppio del costo del personale. Se ne occuperà la società statale Sace che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti. Le società che accederanno al prestito non potranno pagare dividendi.

“E’ una potenza di fuoco – ha detto il premier Giuseppe Conte – Abbiamo deliberato la sospensione di vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio”. “Abbiamo adottato uno strumento molto efficace per tutelare tutte le imprese che svolgono una qualche attività di rilievo strategico ha aggiunto il premier -. Attraverso il potenziamento del golden power potremo controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. E’ uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue”. Poi Conte ha rassicurato che “lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti avvengano in modo celere, spedito”.

Potenziato anche il fondo centrale di garanzia per le pmila cui dotazione sale a 7 miliardi di euro, puntando però a un effetto leva superiore all’1:14. In pratica, lo Stato assicura queste risorse in modo per ogni euro speso sborsato se ne muovano almeno 14. I tassi di interesse saranno pari a zero. In alcuni casi gli istituti di credito potranno dare dei soldi senza neanche aspettare il via libera del Fondo centrale di garanzia. Basterà dimostrare di avere i requisiti, di avere una partita Iva, l’ultima dichiarazione dei redditi, l’ultima dichiarazione di pagamento delle imposte per ottenere perché la garanzia diventa automatica.

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Ecco come funzionerà il Fondo:

  • garanzia al 100% su prestiti fino a 25mila euro, senza valutazione del merito di credito;
  • garanzia al 90% da 25mila a 800mila euro con valutazione del merito di credito, al 100% se intervengono anche i Confidi, il consorzio italiano che presta garanzie alle imprese proprio per facilitare l’accesso ai finanziamenti;
  • garanzia al 90% da 800mila a 5 milioni di euro, con valutazione del merito di credito.
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