“Salvamare” è legge. Pescatori possono recuperano plastica in mare

“Salvamare” è legge. Pescatori possono recuperano plastica in mare
11 maggio 2022

L’aula del Senato ha approvato in via definitiva con 198 voti favorevoli, nessun contrario e 17 astensioni, la cosiddetta “Legge Salvamare”. La legge, che fu presentata nel 2018 dall’allora ministro dell’Ambiente Sergio Costa, permette ai pescatori che recuperano plastica in mare con le reti di portarla in porto, dove le autorità portuali devono riceverla in apposite isole ecologiche e avviarla al riciclo. Fino ad oggi, i pescatori erano costretti a ributtare in mare la plastica pescata, per non essere denunciati penalmente per trasporto illegale di rifiuti. La norma vale anche per i laghi e i fiumi. 

“Sono felicissimo, emozionato e commosso – ha commentato l’ex ministro Costa su Facebook -: la perseveranza, la testardaggine, la voglia, la passione, con un pizzico di pazzia parlamentare, hanno trasformato un’idea in una legge che fa bene al mare e all’Italia”. “Da oggi – aggiunge Costa nel suo post – saranno possibili campagne di sensibilizzazione, di informazione, di partecipazione organizzate da cittadini volenterosi con l’aiuto dello Stato. Da oggi l’Educazione Ambientale entra prepotentemente in tutte le scuole italiane. Prima era possibile, ma non obbligatorio. Da adesso si. Inoltre, tutte le scuole dovranno fare raccolta differenziata, con l’aiuto degli studenti”. Inoltre, “da oggi tutte le problematiche collegate alla desalinizzazione e la gestione delle relative salamoie saranno regolamentate in sede preventiva a determinate condizioni di sicurezza e sottoposte a Valutazione di Impatto Ambientale Nazionale”, conclude.

Secondo il WWF, il 95% dei rifiuti che finiscono Mediterraneo è composto da plastica e oltre 130 specie – in particolare le tartarughe marine – sono vittime di ingestione da plastica che scambiano i sacchetti di plastica per prede, senza contare tutte quelle che rimangono intrappolate nelle reti e nei rifiuti abbandonati. Marevivo e la Federazione del Mare, insieme ad Assonave, Assoporti, Confindustria Nautica, Confitarma, Federpesca, Lega Navale, Lega Italiana Vela, Stazione Zoologica Anton Dohrn e La Grande Onda accolgono “con entusiasmo” l’approvazione definitiva della legge Salvamare insieme ai quasi 100 mila firmatari della petizione lanciata da Marevivo su Change.org. La legge inoltre prevede l’installazione di sistemi di raccolta alla foce dei fiumi per intercettare la plastica prima che arrivi in mare e si occupa anche di dissalatori, educazione, campagne di pulizia, posidonia oceanica e tanto altro: “È una grande vittoria: per il nostro mare, per il nostro Paese, per i nostri cittadini – afferma Rosalba Giugni, presidente di Marevivo -. Grazie a questa legge, avremo più forza per ripulire il mare dalla plastica, una vera piaga per l’ecosistema marino e non solo. Le microplastiche, infatti, sono state trovate nella placenta delle donne, nel sangue e nel latte materno”.

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Le reazioni della politica

“Il disegno di legge Salvamare sana una situazione paradossale, ma di certo non è la legge che veramente garantisce un mare pulito e tutelato. Più che Salvamare, infatti, sarebbe corretto parlare di Spazzamare, visto che almeno riconosce ai nostri pescatori il ruolo di `spazzini` del mare per tutta l’immondizia che sono costretti a recuperare incastrata tra le reti e per la quale, fino ad oggi, erano addirittura costretti a pagare, come se quella spazzatura fosse stata generata da loro”.Lo ha detto la senatrice di Forza Italia, Urania Papatheu, intervenendo in Aula al Senato in dichiarazione di voto sul disegno di legge Salvamare. “Con questo provvedimento – ha sottolineato- evitiamo le sanzioni per i pescatori, sanando quindi un vulnus ingiusto, ma purtroppo non ne riconosciamo appieno il lavoro né ne incentiviamo l’attività. Tutto viene demandato alla loro sensibilità nonché all’opera meritoria dei singoli cittadini. Resta, dunque, urgente una vera legge Salvamare, che includa incentivi economici e fiscali se vogliamo rispettare veramente il nostro mare e non limitarci solo a spazzarlo”.

“L’aspetto più emblematico di questa legge ‘salvamare’ che oggi il Senato ha approvato è che finalmente se il capitano di un peschereccio decide di raccogliere rifiuti in acqua non compie più, com’era prima, il reato di traffico illecito di rifiuti. I rifiuti raccolti in mare vengono infatti equiparati a quelli delle navi, ai sensi della direttiva europea 883 del 2019 e vengono semplificate tutte le procedure per il corretto riuso e smaltimento. E’ un segnale importante rispetto al grande problema della plastica in mare, pericolosa per piante e animali, come dimostra il Plastic Trush Vortex, un’isola nel pacifico grande 3 volte la Francia e composta da bottiglie, sacchetti, tappi in plastica”. Lo ha sottolineato il senatore Andrea Ferrazzi, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente e vicepresidente della Commissione Ecomafie, nella dichiarazione di voto a nome dei dem sulla legge salvamare. “L’Ipcc – ha continuato Ferrazzi – ha stabilito che se continuiamo a inquinare i mari e ad emettere anidride carbonica in atmosfera ai ritmi attuali, nel 2100 il livello del Mediterraneo sarà più alto di un metro. Per il nostro Paese sarebbe una sciagura, Venezia per esempio sparirebbe. Certo questa legge non è risolutiva, ma è un passo. Con essa si punta al risanamento dell’ecosistema marino, alla promozione dell’economia circolare e dell’educazione al rispetto del mare nelle scuole”.

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“Il legno spiaggiato come biomassa è definitivamente legge. Grazie all`ottimo lavoro della Lega al governo il testo è stato approvato al Senato; questo ultimo passaggio ufficializza il via-libera al ddl Salvamare per il recupero del materiale ligneo spiaggiato di mari, fiumi e laghi. Sono assolutamente soddisfatta poiché, dopo anni di lavoro, grazie ad una mia proposta, oggi finalmente i materiali lignei spiaggiati non verranno più etichettati come ‘rifiuti’ ma come ‘biomassa’”. Lo ha dichiarato la deputata veneziana della Lega Giorgia Andreuzza, Vicepresidente in Commissione Attività Produttive e Turismo, firmataria dell`emendamento. “Il recupero delle biomasse – ha affermato- è un servizio indispensabile per le nostre spiagge e per la tutela dei litorali. In questo modo sarà possibile abbassare quasi della metà i costi di recupero e si facilitare l’opera a carico dei nostri Comuni. Questo consentirà anche di utilizzare il materiale per produrre energia e dimezzare le spese di smaltimento a enti locali, associazioni ambientalistiche e imprese che operano nel settore del turismo”.

“Grazie alla tenacia del Movimento 5 Stelle, il Parlamento vara la legge Salvamare segnando una svolta nelle politiche di tutela degli ecosistemi marini e acquatici in generale. Davanti ai pesanti allarmi prodotti dalla crisi climatica e dall`elevata concentrazione di rifiuti e plastica nell`ambiente naturale, concludiamo un percorso di ascolto e studio che porta al varo della prima legge italiana in materia. Mettiamo al centro il protagonismo dei pescatori e delle associazioni di settore, affiancando alla regolamentazione del recupero dei rifiuti un importante focus sulla sensibilizzazione dei cittadini”. Lo ha affermato Paola Deiana, deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Ambiente, relatrice del provvedimento durante la terza lettura alla Camera. “Consentire ai pescatori e alle diverse associazioni di settore di raccogliere e portare a riva i rifiuti e conferirli in appositi spazi predisposti nei porti italiani è una conquista di civiltà – ha aggiunto Deiana -, perché invece chi porta rifiuti a riva rischia di essere sanzionato o di pagare come se li avesse prodotti a bordo. Il Ministero della Transizione Ecologica avvierà poi un programma sperimentale triennale finanziato con 6 milioni di euro, per il recupero nei fiumi, di rifiuti galleggianti, compatibili con le esigenze idrauliche e di tutela degli ecosistemi”. “Un’altra parte molto importante della legge è quella in cui si regolamenta la gestione delle biomasse vegetali spiaggiate, come ad esempio la Posidonia oceanica, per reimmetterle nell`ambiente naturale. Un decreto del Mipaaf, di concerto col Mite, stabilirà misure premiali per incentivare la raccolta di rifiuti da parte dei comandanti dei pescherecci, cui potrà essere assegnato un riconoscimento per l’impegno mostrato. Infine, si prevede il coinvolgimento diretto delle scuole al fine di sensibilizzare i più giovani sulle necessità di tutelare le risorse marine e le nostre acque interne” conclude.

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“Con il via libera del Senato il Ddl SalvaMare è approvato in via definitiva e diventa finalmente legge dello Stato, dopo un ampio esame iniziato alla Camera nel 2019 e due lettura in entrambi i rami del Parlamento. È un provvedimento in positivo per l`ambiente che aiuterà i pescatori ad assumere un ruolo importante per la qualità delle nostre acque”. Lo dichiara la deputata di FacciamoECO e relatrice del provvedimento alla Camera Rossella Muroni. “Lo scopo del testo, che prende spunto dalla mia proposta di legge sul `fishing for litter` e l`ha assorbita – spiega Muroni- è consentire ai pescatori di portare e conferire a terra i rifiuti che recuperano in mare, nei fiumi, nei laghi o nelle lagune, senza doverne sostenere i costi di smaltimento. Questa legge promuove, inoltre, il riciclo di plastica e altri materiali `pescati`. Considerando che i rifiuti plastici che finiscono in mare si scompongono in parti sempre più piccole che vengono ingerite dai pesci entrando nella catena alimentare, si tratta di un`arma in più a tutela di ambiente e salute. Vista l’importanza dei comportamenti corretti da parte di noi cittadini, il testo prevedere anche attività di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole”. “Essere arrivati finalmente a questa legge – conclude Muroni- è una buona notizia per il Paese, per la quale dobbiamo ringraziare anche i progetti sperimentali di recupero dei rifiuti marini già realizzati lungo le coste dello Stivale e l`impegno per i nostri mari delle associazioni ambientaliste, come MareVivo, Legambiente, WWF e Greenpeace, ai quali ci siamo tutti ispirati”.

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