Regionali, in Sicilia 23 luglio le “inedite” primarie Pd e M5s

Regionali, in Sicilia 23 luglio le “inedite” primarie Pd e M5s
Claudio Fava
22 giugno 2022

La Sicilia torna ancora una volta laboratorio di alleanze e coalizioni. Stavolta è il fronte progressista di centrosinistra, guidato da Pd e Movimento 5 Stelle, ad essere protagonista con le primarie dalle quali verrà fuori il nome del candidato alla presidenza della regione siciliana in programma il prossimo autunno. L’appuntamento è fissato per il prossimo 23 luglio e sebbene non lo sia per i dem, rappresenta un passaggio inedito nella storia del movimento pentastellato. A completare il quadro della coalizione chiamata ad esprimersi, oltre al Partito democratico e al Movimento 5 Stelle, ci sono il movimento Centopassi, Articolo Uno, Europa Verde, sinistra Italiana e Psi.

Non è escluso però che ad essi possano aggiungersi ulteriori soggetti politici appartenenti al cosiddetto “terzo polo”. Al momento +Europa ed Azione di Calenda non hanno espresso grande interesse verso una loro possibile partecipazione a queste primarie definite “un esercizio di stile utile soltanto per la supremazia tra le correnti”. Per il leader di Azione “il Pd vuole solo rafforzare l’alleanza con il Movimento di Conte, motivo per cui queste primarie non ci riguardano”. Riguardo al regolamento delle primarie, i partiti coinvolti hanno reso noto che per partecipare alla consultazione la presentazione delle candidature va dal 23 al 30 giugno, e per la prima volta in assoluto verrà concessa la possibilità ai ragazzi di 16 anni di potere esprimere la propria preferenza alle urne. Il voto sarà gratuito e per esprimerlo bisognerà collegarsi ad una piattaforma online, attraverso un form di registrazione operativo dal 23 giugno fino a 48 ore prima delle votazioni. Previa registrazione, inoltre, ci si potrà recare anche in 32 postazioni fisiche che verranno allestite su tutta l’isola.

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“Dopo cinque anni di opposizione tenace, oggi il campo progressista vuole costruire un’alternativa in Sicilia – ha detto Anthony Barbagallo, segretario del Pd siciliano -. Con le primarie di coalizione, novità assoluta, la Sicilia, ancora una volta, dimostra di essere un laboratorio politico”. Le primarie del centrosinistra siciliano non dovrebbero, almeno nelle intenzioni dichiarate alla vigilia dai leader regionali, essere un metro di valutazione della forza dei singoli partiti che compongono la coalizione. Come assicurato da Claudio Fava: “Non stiamo parlando di una prova muscolare delle forze politiche – ha detto – Credo invece che siano un confronto tra alcuni candidati che si misureranno sul progetto Sicilia, che parla a tutti i siciliani”. Stessa lunghezza d’onda di Nuccio Di Paola, capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, che tenendo lontani gli echi romani della vicenda Di Maio, preferisce concentrarsi sulle primarie siciliane definendole un “percorso innovativo della politica, che parte proprio dalle forze progressiste. Cerchiamo siciliani volenterosi che vogliono impegnarsi in questo percorso”.

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