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Lettura: Salis, Meloni: a Orban ho chiesto rispetto ma manette non solo in Ungheria
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Politica

Salis, Meloni: a Orban ho chiesto rispetto ma manette non solo in Ungheria

Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2024 22:27
Redazione
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Giorgia Meloni
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Per Ilaria Salis il governo italiano chiede “dignità” e “rispetto”, ma di più non può fare perché “anche in Ungheria c’è l’autonomia dei giudici”. Giorgia Meloni lascia il Consiglio europeo “soddisfatta” per l’intesa raggiunta a 27 sul bilancio, una partita che l’ha vista “protagonista” (sottolinea Palazzo Chigi) delle trattative, in particolare con il premier ungherese Viktor Orban, che a dicembre aveva messo il veto sul dossier. Ma naturalmente a catturare l’attenzione è il caso della giovane maestra sotto processo in Ungheria, le cui foto in tribunale con catene alle mani e ai piedi hanno provocato reazioni in Italia e in Europa. Due giorni fa Meloni aveva sentito Orban e tra i temi aveva sollevato anche la questione di Salis, ripresa poi in modo più approfondito ieri sera in un faccia a faccia con il collega ungherese nell’hotel del centro di Bruxelles in cui alloggia la presidente del Consiglio.

Parlando oggi con i giornalisti al termine del summit Meloni – come aveva fatto ieri Orban – ha sottolineato che “anche in Ungheria c’è autonomia dei giudici” e “i governi non entrano nei processi”. Dunque non si può parlare oggi di una eventuale detenzione in Italia prima di sapere “come andrà il processo” mentre quello che ha chiesto è di “garantire che venga riservato un trattamento di dignità, di rispetto, un giusto e veloce processo”. Se l’uso delle catene risponda o meno al rispetto della dignità è una delle cose che “stiamo chiedendo di verificare” ma – aggiunge – “segnalo che non è un trattamento riservato, presumo, a questo detenuto: accade in diversi Stati occidentali. Non è nostro costume, sono immagini che da noi impattano, ma in diversi Stati sovrani funziona così, anche occidentali, non è una cosa così rara”.

 

Orban incontra prima Meloni e poi Macron

 

Meloni auspica che Ilaria “sia in grado di dimostrare la sua innocenza, la sua estraneità a questa cosiddetta banda del martello”, mentre il governo garantisce “l’assistenza che dobbiamo, come abbiamo fatto fin dall’inizio”. Per quanto riguarda il summit di Bruxelles, la conclusione positiva (il via libera a 27 alla revisione del bilancio, con 50 miliardi destinati al sostegno dell’Ucraina) non era affatto scontata, tanto che gli incontri per cercare un’intesa sono andati avanti per buona parte della notte e della mattina, fino all’annuncio “abbiamo un accordo” twittato dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Ieri sera, intorno alle 21.30, Orban era arrivato all’hotel Amigo per incontrare prima Meloni e poi Emmanuel Macron. Un primo ‘round’ che però non era stato sufficiente e per questo stamani, prima dell’avvio del vertice, Michel ha raccolto intorno a un tavolo Ursula von der Leyen, gli stessi Orban, Macron e Meloni e il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Dal lungo confronto è scaturita la mediazione che sblocca i fondi per Kiev ma non solo: ci sono anche 8 miliardi per “difendere i confini, cioè quello che l’Italia ha sempre chiesto” e “piena flessibilità sui fondi di coesione”, altro obiettivo di Roma, rivendica Meloni. “Quello che è accaduto nelle ultime ore – per lei – dimostra quello che ho sempre sostenuto: non puoi pensare di risolvere i problemi parlando con 2-3 persone ma devi avere una capacità di dialogo che tenga conto di punti di vista e interessi di tutti gli Stati membri”. Dialogo dunque anche con la ‘mina vagante’ Orban (che ha irritato molti leader nelle ultime settimane) che potrebbe però essere ‘disinnescata’ o almeno messa in sicurezza non solo con il confronto istituzionale ma anche, nel medio periodo, con un’intesa politica per portarlo all’interno dei conservatori di Ecr, di cui Meloni è presidente.

Orban sarebbe pronto, ma la leader di Fdi prende tempo: se c’è, non da oggi, un avvicinamento in atto, un “dibattito aperto”, questo si concretizzerà eventualmente solo dopo il voto di giugno. Nel summit, fuori sacco, è stato brevemente affrontato anche il tema della protesta degli agricoltori, che con i trattori oggi hanno ‘assediato’ il centro di Bruxelles. Meloni si schiera con loro, che pongono “giustamente” delle questioni determinate da “errori” causati da una visione “ideologica” della transizione ecologica. Meloni lo dice nel confronto, apprezza le “aperture” fatte dalla Commissione Ue ma a von der Leyen chiede “sforzi maggiori”, un vero e proprio “cambio di linea” che però, ne è convinta, potrà arrivare solo dopo le elezioni europee.

TAGGATO:Ursula von der LeyenViktor Orban
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