Thailandia, colpito il primo occidentale da coronavirus. In Cina, terza vittima. Xi: “fermare” il contagi

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20 gennaio 2020

Un turista britannico potrebbe essere il primo occidentale a essere stato infettato dal nuovo coronavirus, che ha fatto registrare un’impennata di casi in Cina. Ash Shorley, 32 anni – riporta il ‘Daily Mail’ – si trova in condizioni critiche in un ospedale di Phuket dopo essere stato colpito da un’infezione polmonare mentre visitava l’isola di Koh Phi Phi. La Thailandia, oltre alla Corea del Sud e al Giappone, è uno dei tre paesi dove è stato diagnosticato il virus al di fuori della Cina. Shorley è stato trasportato in ospedale con un idrovolante con un polmone collassato, cosa che ha reso impossibile un viaggio d’urgenza in alta quota.

I medici hanno rivelato che i suoi sintomi sono coerenti con quelli scatenati dal coronavirus cinese, ma non c’è ancora una conferma ufficiale. L’uomo si trova in ospedale da quasi un mese. Ma dalla stessa Thailandia arriva anche una buona notizia. La prima paziente ricoverata per il coronavirus, e’ stata dimessa ed e’ tornata in Cina. Il caso era quello di una turista cinese di 61 anni, giunta a Bangkok da Wuhan, la citta’ della Cina interna dove si e’ diffusa l’epidemia il mese scorso: la donna era arrivata in Thailandia l’8 gennaio scorso, quando e’ stata ricoverata in quarantena. Gia’ la settimana scorsa, secondo quanto riferito dal ministro della Sanita’ thailandese, Anutin Charnvirakul, la paziente non presentava piu’ sintomi della malattia, ne’ febbre, e la sua dimissione dall’ospedale veniva data per imminente.

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Intanto, si allarga il focolaio della misteriosa malattia polmonare che circola in Cina e allo stesso tempo le azioni di aziende farmaceutiche e produttrici di mascherine protettive cinesi salgono alle stelle. Le autorità sanitarie del Paese asiatico hanno confermato nel weekend 136 nuovi casi, compresa una terza morte causata dal nuovo coronavirus che da Wuhan si sta diffondendo anche in altre città. L’infezione è arrivata nella capitale Pechino, con due contagiati nel distretto meridionale di Daxing, e a Shenzhen vicino al confine con Hong Kong, con un caso segnalato. Tutte e tre i pazienti di Pechino e Shenzhen erano stati a Wuhan, dove si concentrano i tre decessi. Finora, secondo la Commissione sanitaria municipale della metropoli, 25 malati sono stati dimessi su un totale di 198 registrati da dicembre.

L’agente patogeno ritenuto responsabile della malattia respiratoria appartiene alla stessa famiglia di Sars (sindrome respiratoria acuta grave) e Mers (sindrome respiratoria mediorientale). Ieri la National Health Commission ha precisato che gli scienziati non hanno ancora chiarito né la fonte del nuovo coronavirus né i meccanismi di trasmissione. Al momento, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha escluso un contagio diretto fra persone. Intanto, il presidente cinese Xi Jinping ha dato oggi l’ordine di mobilitare il Paese per fermare “ad ogni costo” la diffusione del misterioso virus simile alla Sars che ha ucciso tre persone in Cina da dicembre e ha iniziato a contagiare gli Stati vicini. Secondo la televisione nazionale, citata da Le Figaro, il numero uno cinese “ha dato importanti istruzioni riguardo all’epidemia di polmonite causata da un nuovo coronavirus per fermare la diffusione dell’epidemia”.

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E come detto, le azioni di aziende farmaceutiche e produttrici di mascherine protettive cinesi salgono alle stelle dopo gli incrementi dei casi di polmonite causati da un nuovo ceppo di coronavirus, registrati a partire da dicembre. Un importante indice azionario locale che segue principalmente le aziende sanitarie ha chiuso ai massimi livelli in tre anni, riporta la Cnn. L’indice dei prezzi ChiNext è salito del 2,6%, al suo massimo da gennaio 2017. Più di una dozzina di aziende farmaceutiche quotate a Shanghai e Shenzhen sono aumentate del 10%, l’importo massimo giornaliero consentito. Anche Tianjin Teda, che produce mascherine utilizzate anche per proteggere dalla trasmissione di malattie, è cresciuta del 10% a Shenzhen. Jiangsu Bioperfectus Technologies, una società che ha recentemente affermato di aver creato un kit di test che potrebbe consentire agli ospedali di rilevare meglio il virus, è balzata del 20% sul mercato cinese.

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