Torna la patrimoniale, e la maggioranza si spacca. Scontro tra M5s e Pd-Leu

Torna la patrimoniale, e la maggioranza si spacca. Scontro tra M5s e Pd-Leu
Matteo Orfini e Stefano Buffagni
29 novembre 2020

Il governo Conte 2 torna nel caos questa volta per la patrimoniale. Nuove tasse invocate da gran parte del Partito Democratico e volute da Leu attraverso un emendamento alla bozza del Bilancio ma bocciate dal Movimento Cinquestelle. E così appena approdata alla Camera per il passaggio parlamentare, la Manovra è già oggetto di proposte, controproposte, interventi e modifiche. Sono soprattutto i partiti di maggioranza a cercare di aggiungere tasselli significativi al lavoro emerso dal Consiglio dei ministri: tornano in campo, ad esempio, le ipotesi di prorogare i bonus al 110% e l’ecobonus per l’acquisto delle auto, ma spunta anche una richiesta di introdurre una patrimoniale. La patrimoniale “non esiste con il Movimento al governo. Il programma del Movimento è sempre stato chiaro su questo” tuona Stefano Buffagni, viceministro dello Sviluppo economico. “Basta, ogni volta che leggo certe proposte suicida mi ripeto: si parta da tagliare soldi ai politici come già facciamo noi del movimento – aggiunge Buffagni -. Non esiste mettere le mani nelle tasche degli italiani, su questo il Movimento deve essere l’argine; a maggior ragione in un momento difficile come questo con la Bce a supporto delle nostre finanze pubbliche”.

“Si parta tagliando gli stipendi dei politici, Orfini compreso – prosegue Buffagni – Il paese ha bisogno di investimenti, ha bisogno di incentivare gli italiani ad investire i loro soldi nelle nostre imprese, sugli imprenditori italiani, sulle nostre start up innovative per incentivare lo sviluppo sostenibile. Abbiamo la necessità di far correre velocemente il Recovery Plan”. E’ infatti proprio Matteo Orfini a rilanciare la patrimoniale. “Gualtieri ci ha mandato in Parlamento la legge di Bilancio con un grave ritardo e senza la possibilità di un confronto preventivo – afferma Matteo il parlamentare del Partito Democratico -. C’è stata solo una informativa ai gruppi parlamentari del Pd a legge di Bilancio già scritta. Né c’è stata una riunione del partito su questo. Quindi onestamente non so quale sia la posizione dei Dem sulla proposta di patrimoniale che ho firmato, tra gli altri, insieme al deputato Fratoianni”. “Immagino – prosegue Orfini – che su questo tema ci siano sensibilità diverse. Molti tra coloro che al governo e nel partito dichiarano nelle interviste di volere aggredire le disuguaglianze, non saranno pregiudizialmente contrari a discuterne. Penso al vice segretario Andrea Orlando, al ministro per il Sud, Peppe Provenzano e a tanti altri. Il Pd ne discuta”.

La patrimoniale, come detto, è contenuta in un emendamento firmato da deputati di Leu e del Pd che chiede l’abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, per sostituirle con un’aliquota progressiva minima dello 0,2% “sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 500mila euro”. I primi firmatari sono Nicola Fratoianni, che fa parte della componente di Sinistra Italiana in Leu, e lo stesso Orfini, della minoranza Pd. La strada di questo emendamento appare però in salita: non trova troppi sponsor fra gli alleati e non piace alle opposizioni: “Un nuovo episodio del serial ‘Anche i ricchi piangono'”, commenta la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini. “Mi preoccupa l’emendamento di Leu che fa riaffacciare la tassa patrimoniale – afferma il leader della Lega Matteo Salvini -. L’ultima cosa che serve adesso sono nuove tasse, perché costoro, ritengono ricchi coloro che tra casa e risparmi in banca hanno 500mila euro. Con un Natale magro come mai in precdenza, pensare di tassare chi ha casa e risparmi è da arresto immediato”.

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“Non serve la patrimoniale, non serve una nuova tassa” incalza il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, secondo cui “servono invece incentivi per sostenere le nostre imprese, e semplificazioni per far partire rapidamente investimenti pubblici e privati”. Anche Luigi Di Maio frena: “Ok liberare gli italiani delle piccole tasse, dei cavilli e della burocrazia, ma nessuna patrimoniale. Sarebbe folle in un momento di crisi come questo, in cui le nostre imprese hanno bisogno di ossigeno e le famiglie di lavoro, introdurre qualsiasi tipo di patrimoniale. Il M5s è sempre stato contrario e continuerà ad esserlo”. Anche un altro tema creerà qualche tensione in maggioranza: Iv e Leu chiedono di alzare l’accisa sulle ultime arrivate fra le sigarette, quelle con tabacco “da inalazione senza combustione”. Anche Forza Italia vuole misure analoghe: “E’ necessario aumentare la tassazione sui prodotti del tabacco riscaldato. A prescindere dai presunti legami tra la multinazionale Philip Morris e la Casaleggio Associati”, ironizza il deputato di Forza Italia Osvaldo Napoli, ricordando le polemiche di questi ultimi giorni.

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