Trump annuncia: “Venerdì Hormuz riaprirà definitivamente”. Cautela tra gli operatori
Maurizio Balistreri 15 Giugno 2026
Secondo il presidente americano, il passaggio strategico tornerà pienamente operativo entro venerdì, senza pedaggi e con la ripresa della navigazione commerciale. Italia, Francia, Germania e Regno Unito appoggiano il memorandum tra Stati Uniti e Iran e si dicono pronti a sostenere la fase successiva dei negoziati.
Donald Trump fissa una data precisa per la normalizzazione dello Stretto di Hormuz: venerdì. Il presidente degli Stati Uniti ha assicurato che il corridoio marittimo più importante per il commercio energetico mondiale sarà “completamente aperto” e che le navi potranno transitare senza pedaggi. Un annuncio che accompagna il memorandum d’intesa raggiunto tra Washington e Teheran e che alimenta le aspettative di una rapida ripresa dei traffici commerciali nella regione.
“Le navi cominciano a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto. Stanno percorrendo l’“Autostrada” meridionale, che è totalmente sicura, protetta e incontaminata”. Trump ha inoltre ribadito che l’accordo prevede il mantenimento della libertà di navigazione e che “non ci saranno pedaggi”.
Cautela tra gli operatori
L’ottimismo della Casa Bianca non cancella tuttavia le preoccupazioni degli operatori marittimi. Le principali organizzazioni del settore ritengono che, nonostante gli sviluppi diplomatici, permangano elementi di incertezza sulla sicurezza delle rotte.
La compagnia danese Maersk ha accolto favorevolmente l’intesa ma ha sottolineato che è ancora troppo presto per valutarne gli effetti concreti sulle attività nella regione. BIMCO, una delle principali associazioni armatoriali internazionali, ha evidenziato come manchino ancora dettagli operativi sulle modalità della riapertura e sulle garanzie di sicurezza.
Anche Intertanko invita le compagnie a mantenere un approccio prudente almeno fino alla firma ufficiale prevista nei prossimi giorni. Tra le questioni aperte figura la verifica dell’eventuale presenza di mine e di altri rischi per la navigazione.
La tregua e il dossier nucleare
Secondo fonti americane, il memorandum è stato firmato elettronicamente da Donald Trump, dal vicepresidente JD Vance e, per la parte iraniana, dal presidente del Parlamento Mohamed Bagher Ghalibaf. Il documento prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’avvio di una nuova fase negoziale.
Secondo indiscrezioni riportate dai media iraniani, il protocollo costituirebbe soprattutto la cornice politica di una tregua più ampia. Entro sessanta giorni le parti dovrebbero affrontare i nodi ancora irrisolti, a partire dal programma nucleare iraniano.
Teheran ha precisato che non verranno applicati pedaggi alle navi in transito. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei ha spiegato che potranno invece essere richieste tariffe per servizi di navigazione, assistenza tecnica, tutela ambientale e altre attività marittime fornite da Iran e Oman.
Il sostegno europeo
La premier Giorgia Meloni ha accolto positivamente l’accordo. “Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore”, ha dichiarato.
La presidente del Consiglio ha ribadito che l’Italia è pronta a sostenere il processo diplomatico e, previa autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale destinata ad accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz.
Anche Emmanuel Macron ha espresso sostegno all’intesa, assicurando l’impegno francese affinché il passaggio resti libero e accessibile. Parigi e Londra starebbero inoltre valutando una missione congiunta per garantire la sicurezza della navigazione.
La cerimonia ufficiale per la firma del memorandum è prevista venerdì a Ginevra. Nelle intenzioni di Washington, la stessa giornata dovrebbe coincidere con la riapertura definitiva di Hormuz annunciata da Trump. Resta da capire se le rassicurazioni politiche saranno sufficienti a convincere armatori, assicuratori e compagnie di navigazione a riportare immediatamente il traffico commerciale ai livelli precedenti alla crisi.
