Milano, telecamere dei tram usate per spiare le passeggere: si indaga sugli autisti

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Il sistema di videosorveglianza della rete di trasporto del capoluogo lombardo è al centro di un’indagine interna dopo la segnalazione di una viaggiatrice. Una passeggera della linea tranviaria 15, in transito tra piazza Duomo e l’area periferica di Rozzano, ha rilevato l’esistenza di un canale di comunicazione telematico denominato “Staff Ticinese”. Sullo schermo del dispositivo di un operatore in divisa, seduto nel compartimento passeggeri durante una pausa dal servizio, scorrevano immagini di donne catturate dai dispositivi di sicurezza di bordo.

I fotogrammi, isolati dai circuiti interni che monitorano la sicurezza dei mezzi pubblici, erano associati a valutazioni denigratorie sull’aspetto fisico delle utenti. La denuncia, trasmessa ai vertici di Atm tramite l’intervento dell’attivista Carlotta Vagnoli, ha attivato l’apparato ispettivo dell’azienda di trasporti, controllata interamente dal Comune di Milano. La società ha avviato le procedure di verifica per identificare l’estensione del fenomeno e l’identità dei dipendenti coinvolti nel circuito di messaggistica.

Verifiche interne sulla sicurezza dei dati

La direzione aziendale ha confermato l’avvio immediato di accertamenti interni volti a verificare le modalità di accesso e di estrazione dei contenuti registrati dai dispositivi di bordo. L’esame si concentra sulla catena di custodia dei dati visivi, protetti dalle normative sul trattamento delle informazioni personali e teoricamente accessibili solo per ragioni di pubblica sicurezza o di tutela del personale.

Le immagini diffuse, secondo le testimonianze, non ritraevano situazioni di rischio, ma dettagli anatomici e volti di passeggere ignare. L’azienda ha espresso l’intenzione di procedere con il massimo rigore a tutela dell’utenza e della reputazione della maggioranza del proprio organico. Le sanzioni disciplinari potrebbero comportare la sospensione o il licenziamento dei soggetti che hanno utilizzato impropriamente gli strumenti di monitoraggio pubblico. La struttura tecnica sta analizzando i registri di accesso ai server video per mappare ogni anomalia informatica recente.

Intervento del sindaco e denunce formali

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha preso posizione sulla vicenda, richiedendo alla dirigenza del gruppo una condotta intransigente. Il primo cittadino ha escluso la possibilità di reintegrare nelle medesime funzioni il personale che sarà ritenuto responsabile delle condotte contestate. Sul piano legale, l’azienda ha depositato una denuncia formale presso il comando della Polizia locale e ha contestualmente informato il Garante per la protezione dei dati personali.

La documentazione raccolta sarà trasmessa alla Procura della Repubblica di Milano per la valutazione di eventuali profili di rilevanza penale, legati all’accesso abusivo a sistemi informatici e alla violazione della riservatezza. Anche l’associazione di tutela dei consumatori Codacons ha annunciato la presentazione di un proprio esposto alla magistratura ordinaria. L’inchiesta dovrà chiarire la filiera di memorizzazione dei file e l’eventuale complicità di operatori addetti alle centrali operative di controllo.