Lamorgese: il governo sta riflettendo sui decreti sicurezza. Lega: “Pronti alle barricate, in Aula e nelle piazze”

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20 novembre 2019

La ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha annunciato di avere già pronto lo “schema di provvedimento” per modificare i decreti sicurezza adottati dal precedente Governo su impulso dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Il Governo sta sviluppando una riflessione per valutare la portata delle norme dei decreti sicurezza uno e due, anche alla luce delle osservazioni del presidente della Repubblica espresse in occasione dell’approvazione delle rispettive leggi di conversione”. Nel corso di una audizione davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera, Lamorgese è intervenuta anche in tema di migranti, precisando che il governo è impegnato nel migliorare le condizioni dei centri di detenzione in Libia, in vista di una chiusura degli stessi.

Uno degli obiettivi è il miglioramento delle condizioni dei centri di detenzione dei migranti, in vista di una graduale chiusura dei centri esistenti per giungere progressivamente a prevedere centri gestiti direttamente dalle Nazioni Unite, opportunamente procedendo con il coinvolgimento dell’alto commissariato per i rifugiati e l’Oim”. Poi un monito all’Europa intera: “L’Europa deve dimostrare di sapersi rinnovare per affrontare sfide comuni e sviluppare nuovi progetti, che dovranno essere in grado di garantire, nel rispetto dei principi di solidarietà, la più ampia condivisione possibile tra paesi membri. E’ evidente quanto significative – ha detto la ministra – le scelte politiche relative alla gestione di un fenomeno di ampia portata e denso di ricadute”.

La stella polare della ministra nell’opera di revisione dei due dl e’ rappresentata dalle osservazioni vergate da Mattarella al momento di firmare i provvedimenti. Quello e’ il perimetro entro cui si muovera’ il nuovo testo. Col primo decreto Salvini ha sostanzialmente cancellato la protezione umanitaria ed il capo dello Stato ha tenuto a sottolineare che, in materia, “restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato e, in particolare, quanto direttamente disposto dall’articolo 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall’Italia”. Proprio la formula “restano fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato”, a quanto si apprende, sara’ inserita nel nuovo decreto. Ad indicare una gerarchia delle leggi cui anche questa norma deve sottostare. Piu’ articolate e circostanziate le critiche di Mattarella al secondo dl sicurezza, quello che conteneva la stretta contro le navi ong che fanno soccorso nel Mediterraneo. La revisione messa a punto dai tecnici del Viminale interviene cosi’ in particolare sulla maxi-multa da un milione di euro alla nave che viola il divieto di ingresso nelle acque italiane e sulla confisca della stessa, non subordinata alla reiterazione della condotta.

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Nella nuova formulazione la sanzione torna quella compresa tra 10mila e 50mila euro prima dell’emendamento che ne ha innalzato l’importo e la confisca puo’ scattare solo se la violazione viene reiterata. In ossequio al principio della necessaria proporzionalita’ tra sanzioni e comportamenti. Per l’applicazione delle multe, inoltre, si fara’ distinzione tra le diverse tipologie di natanti. L’altra modifica riguarda l’articolo che ha tolto la causa di non punibilita’ per la “particolare tenuita’ del fatto” alle ipotesi di resistenza, oltraggio, violenza e minaccia a pubblica ufficiale. Col nuovo testo sara’ ripristinata la discrezionalita’ del magistrato in merito alla valutazione se il fatto e’ tenue o meno. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri il decreto sara’ all’esame del Parlamento per l’ok definitivo entro due mesi. La Lega annuncia già battaglia. “Viminale allo sbando – dicono il senatore Stefano Candiani e il deputato Nicola Molteni -. Lamorgese non si preoccupa di trovare i fondi per le Forze dell’Ordine ma annuncia di modificare i Decreti Salvini che cosi’ diventeranno Decreti insicurezza, filo-ong e contro le donne e gli uomini in divisa. La Lega e’ pronta alle barricate, in Aula e nelle piazze”.

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