Springsteen: “Perseguitati dal peccato originale della schiavitù”

Springsteen: “Perseguitati dal peccato originale della schiavitù”
Bruce Springsteen
4 giugno 2020

“Siamo ancora perseguitati dal peccato originale della schiavitù”. Bruce Springsteen scende in campo parlando del movimento di protesta scoppiato in tutta l`America in seguito al caso George Floyd. In una trasmissione per la E Street Radio, ha proposto una serie di canzoni riguardanti tutte la protesta politica e l`ingiustizia razziale, a partire da 41 Shots (American Skin), il pezzo che ha scritto nel 2014 sulla morte dell`immigrato guineano disarmato Amadou Diallo per mano del dipartimento di polizia di New York. “Quella canzone dura quasi otto minuti. È quanto ci ha messo George Floyd a morire con il ginocchio di un poliziotto di Minneapolis che gli schiacciava il collo. È tantissimo. E per tutto quel tempo ha chiesto aiuto e ha detto che non riusciva a respirare. Le risposte di chi lo stava arrestando sono state il silenzio e la pressione. Alla fine non aveva più polso, e non si sono fermatià Possa George riposare in pace”.

“In questo momento ci sono 40 milioni di disoccupati”, ha continuato. “Oltre 100.000 cittadini sono morti per COVID-19 con una risposta appena tiepida e del tutto insensibile della Casa Bianca. Ad oggi, i cittadini afroamericani continuano a essere uccisi inutilmente dalla polizia per le strade d`America. Mentre andiamo in onda, il Paese è in fiamme e nel caos più totale”. “Siamo sempre perseguitati, generazione dopo generazione, dal peccato originale della schiavitù”, ha detto Springsteen prima di Blind Willie McTell. “Rimane il grande problema irrisolto della società americana. Quel bagaglio diventa più pesante per ogni generazione. Proprio come accade per questa settimana violenta e caotica nelle strade dell`America, non si vede la fine”.

Il Boss ha chiuso lo show con America (My Country, `Tis of Thee) dell`United States Army Field Band Soldiers Chorus e In My Hour of Darkness di Gram Parsons. “Possiamo scegliere tra caos o comunità, tra risveglio spirituale, morale e democratico o restare una nazione intrappolata nella storia se i problemi vengono rifiutati o non affrontati”, ha spiegato. “Il nostro sistema è abbastanza flessibile da apportare, senza violenza, i cambiamenti umani e fondamentali necessari per una società giusta?”. “La storia americana, la nostra storia, è nelle nostre mani e che Dio ci benedica tutti”, ha continuato. “State al sicuro. Siate forti. Fino a quando potremo incontrarci di nuovo, datevi da fare. E andate in pace”.

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