Sicilia, auto blu e favori per le nomine: al via il processo contro presidente dell’Ars Galvagno

Gaetano Galvagno

Gaetano Galvagno

E’ iniziato il processo contro l’esponente di Fdi, Gaetano Galvagno. Il presidente del parlamento siciliano, che ha optato per il giudizio immediato rinunciando all’udienza preliminare, è chiamato a rispondere di corruzione, peculato e falso ideologico. 

Al suo fianco, in questo filone processuale, l’ex autista Roberto Marino. Anche lui, oggi assente nell’aula della terza sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia. Presente anche l’avvocatura dello Stato. La cronaca della mattinata si è consumata sulla verifica delle notifiche e sulle istanze di costituzione delle parti civili, con una nota di rilievo istituzionale: sia la Regione Siciliana che la stessa Assemblea regionale siciliana hanno chiesto di costituirsi contro Galvagno.

Lo scambio tra fondi e consulenze

Il cuore dell’accusa è nella gestione dei contributi alla Fondazione Belisario e agli eventi natalizi degli anni 2023 e 2024. Secondo la Procura, Galvagno avrebbe favorito l’erogazione di fondi a favore dell’imprenditrice Marcella Cannariato, già condannata a due anni e mezzo in un procedimento parallelo.

In cambio, il politico avrebbe ottenuto incarichi di consulenza per una sua cugina e per la sua portavoce Sabrina De Capitani, oltre alla nomina di Franco Ricci, compagno della Cannariato, nel consiglio di amministrazione di Sicily By Car. È un intreccio di relazioni e favori che la magistratura tenta di districare, mentre altri esponenti del partito di Fratelli d’Italia, come l’attuale assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, sono già stati rinviati a giudizio in tronconi separati della medesima inchiesta.

L’uso improprio della vettura pubblica

Un secondo pilastro dell’inchiesta riguarda l’uso dell’auto blu. Sono sessanta gli episodi contestati di impiego del mezzo per finalità estranee al servizio istituzionale. La linea difensiva, tracciata dagli avvocati di Galvagno, Ninni Reina e Antonia Lo Presti, punta sulla natura del veicolo: per l’accusa si tratta di auto di servizio, soggetta a vincoli rigidi; per la difesa è auto di rappresentanza, il che legittimerebbe l’uso flessibile contestato.

A questo si aggiunge la posizione di Marino, accusato di truffa per aver incassato 19 mila euro di rimborsi missione per viaggi ritenuti inesistenti, sebbene le note spese risultassero controfirmate dallo stesso Galvagno.

La strategia sulla competenza territoriale

Il prossimo appuntamento è fissato per il 18 giugno. In quella sede, il tribunale scioglierà le riserve sulle costituzioni di parte civile e valuterà l’eccezione preliminare annunciata dai legali di Galvagno. La difesa intende contestare la competenza territoriale del tribunale di Palermo, chiedendo il trasferimento degli atti a Catania.

Parallelamente, il 6 maggio si aprirà il processo per gli altri imputati rimasti nel rito ordinario, tra cui Sabrina De Capitani e il manager Alessandro Alessi. Resta sullo sfondo il nodo delle intercettazioni telefoniche, su cui accusa e difesa si preparano a uno scontro tecnico decisivo per la tenuta dell’intero impianto accusatorio.