Consultazioni, Meloni “chiama” la piazza: Pd-M5s patto per poltrone, è un inganno

28 agosto 2019

“Non so quando avete deciso che scendere in piazza e’ eversivo, o che dire no e manifestare il proprio dissenso e’ eversivo, perche’ anche questo e’ scritto nella nostra Costituzione”. Dopo il suo appello alla piazza, proprio alla Loggia alla Vetrata del Quirinale, appena uscita dal colloquio con Sergio Mattarella, Giorgia Meloni difende la sua scelta di opposizione frontale al possibile nuovo governo M5s-Pd e scandisce che “non sto dicendo niente di diverso da quello che e’ previsto dalla nostra Costituzione”.

“Manifesto il mio dissenso e lo voglio rappresentare insieme a quella parte di popolo italiano che come me non e’ d’accordo, perche’ non e’ sempre tutto scontato”, riprende la leader FdI. “Se io pensassi che si sta facendo una cosa costituzionalmente illegittima – rilancia – chiamerei il colpo di Stato, che e’ un’altra cosa. Io sto dicendo che si sta facendo una cosa politicamente inopportuna e dal piano dei partiti che la stanno consumando vergognosa in termini di rispetto dei cittadini. E la Costituzione – rimarca – prevede che si possa anche scendere in piazza per dire ‘non in mio nome'”.

A Mattarella, Meloni non fa mistero di aver avanzato osservazioni sulle prerogative del Presidente della Repubblica di fronte alla formazione di un governo, di aver chiesto “di concludere la crisi di governo, in ogni caso, oggi” e poi cala la mossa finale: “Non e’ stato oggetto del nostro colloquio con il Presidente Mattarella ma approfitto della vostra pazienza per annunciare che scenderemo in piazza, se questo governo dovesse nascere, e invitiamo gia’ da ora gli italiani a scendere in piazza con noi, in piazza Montecitorio, il giorno della fiducia”.

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“Vogliamo dare voce agli italiani che capiscono l’inganno che si sta consumando”, aggiunge la leader FdI che precisa peraltro come l’appello non sia limitato ai militanti del suo partito ma “a tutti i militanti delusi dei partiti che stanno facendo l’esatto contrario di quello che avevano dichiarato, con la forza di alcuna che non ha alcuna responsabilita’, ne’ diretta ne’ – sottolinea – indiretta di quello che sta accadendo”. “Se gli italiani non possono piu’ votare, potranno almeno dire la loro, no?”, conclude.

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