Coronavirus, finito in 9 giorni ospedale a Wuhan, secondo in costruzione

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3 febbraio 2020

A Wuhan, la città epicentro del nuovo coronavirus, ieri, domenica 2 febbraio, sono stati registrati 1033 nuovi casi e 41 nuove morti. Nella complessiva provincia di Hubei i nuovi casi confermati domenica sono stati 2103 e le morti 56. In tutto, nella provincia sono stati confermati 11.177 casi, 350 morti, 1701 persone in situazioni critiche, 295 persone dimesse dagli ospedali. Le cifre globali, invece, arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui il coronavirus ha ucciso 362 persone. Il numero di morti ha già superato quelli causati dalla Sars, epidemia durata dal 2002 al 2003, che provocò 349 decessi.

E ancora. Il nuovo coronavirus ha contagiato in Cina sedici cittadini stranieri, due dei quali sono già stati dimessi dagli ospedali mentre i restanti proseguono le cure. “Secondo le informazioni delle autorità competenti, a partire dal 2 febbraio sedici cittadini stranieri in Cina sono stati contagiati dalla polmonite provocata dal nuovo coronavirus, due di loro si sono già ripresi e sono stati dimessi dagli ospedali, 14 continuano il trattamento in quarantena”, ha spiegato la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Hua Chunying, aggiungendo che le condizioni di tutte le persone che si sono ammalate sono stabili; non ha rivelato le nazionalità dei pazienti. Il nuovo ceppo di coronavirus è stato individuato per la prima volta nella città cinese di Wuhan lo scorso dicembre e da allora si è diffuso in oltre 20 Paesi, contagiando in totale oltre 17mila persone.

Atterrato a Pratica di Mare l’aereo italiani da Wuhan

E’ atterrato alle 9,59 con due ore di ritardo all’aeroporto militare di Pratica di Mare l’aereo con56 italiani che hanno lasciato Wuhan a causa del coronavirus. Non è potuto salire sull’aereo diretto a Roma uno degli italiani che si trova a Wuhan perché aveva la febbre. È un ragazzo di 17 anni. Il ragazzo si trovava ospite di una famiglia a 400 chilometri da Wuhan, nell’ambito di un progetto che prevede un anno scolastico all’estero. Lo si apprende da fonti diplomatiche che spiegano come i protocolli sanitari internazionali vietino di salire a bordo a chi mostra sintomi che potrebbero essere riconducibili al coronavirus, per la tutela degli altri passeggeri. Il connazionale, assicurano le fonti, è seguito attentamente da personale medico, dell’ambasciata e del ministero degli Esteri cinese. L’Unità di crisi della Farnesina è in stretto contatto con la famiglia. Dopo gli accertamenti i 56 connazionali hanno lasciato l’aeroporto a bordo di due pullman militari, per andare alla città militare della Cecchignola dove passeranno un periodo di quarantena per due settimane, il tempo massimo di incubazione del virus . Sia il personale sanitario, sia i soldati a bordo, sia i passeggeri indossavano mascherine e occhiali protettivi. I connazionali, accompagnati dal viceministro della Salute Pierpaolo Silieri hanno viaggiato su un Boeing 767 del quattordicesimo stormo dell’Aeronautica militare, equipaggiato per l’assistenza sanitaria , con medici e infermieri a bordo.

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha voluto ringraziare tutti gli apparati dello stato che hanno lavorato per riportare nel Paese i connazionali che erano bloccati a Wuhan per l’emergenza coronavirus in Cina. “Appena atterrati a Pratica di Mare”, si legge in un post su Twitter del titolare della Farnesina, “Grazie al personale medico, militare e a tutte le articolazioni dello Stato che hanno lavorato per riportare in Italia i nostri connazionali a Wuhan”.

L’OMS dichiara guerra a disinformazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara guerra alla disinformazione e alle fake news che circolano sul nuovo coronavirus. Parlando da Ginevra, all’apertura della 146esima sessione del comitato esecutivo dell’OMS, il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha detto che l’agenzia farà di tutto per combattere la diffusione di false voci, mentre l’epidemia è stata classificata come “emergenza sanitaria pubblica a livello internazionale”. “Dobbiamo combattere la diffusione di voci infondate e disinformazione – ha spiegato – a questo scopo abbiamo lavorato con Google per essere sicuri che la gente che cerca informazioni sul coronavirus veda quelle dell’OMS in cima ai risultati delle sue ricerche”. “Anche i social media come Twitter, Facebook, Tencent e Tiktok hanno fatto passi avanti per limitare il diffondersi delle false notizie”. I team dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono al lavoro 24 ore al giorno, ha aggiunto, per scovare i falsi consigli che circolano online su quali farmaci assumere e quali precauzioni prendere. E ha concluso: “Facciamo appello a tutti i paesi affinché prendano decisioni basate su prove ed elementi concreti. L’OMS è pronta a fornire consulenza a qualsiasi Paese che stia valutando quali misure adottare”.

Commissione Ue

In Europa, la Commissione Ue “sta lavorando su tutti i fronti per sostenere gli sforzi per combattere il coronavirus”, dopo l’epidemia scoppiata in Cina, “aiutando gli Stati membri a rimpatriare i propri cittadini e fornendo servizi di emergenza alle autorità cinesi” ha riferito il servizio del portavoce dell’Esecutivo comunitario. I primi rimpatri aerei della Francia e della Germania, cofinanziati dal Meccanismo di protezione civile dell’Ue, hanno riguardato 447 cittadini europei (di cui tre italiani) in partenza da Wuhan lo scorso fine settimana. Inoltre, l’Ue ha contribuito alla consegna di 12 tonnellate di dispositivi di protezione individuale in Cina come primo soccorso.

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Sciopero degli operatori sanitari di Hong Kong

Centinaia di operatori sanitari di Hong Kong sono entrati in sciopero, chiedendo che il confine con la Cina continentale sia completamente chiuso per contenere il rischio di contagio del coronavirus. Hong Kong ha sospeso i collegamenti ferroviari e via traghetto transfrontalieri, ma gli operatori sanitari vogliono una chiusura totale delle frontiere. Le autorità sostengono che chiudere completamente il confine sarebbe contrario ai consigli dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Ci sono stati 15 casi confermati del virus in città. “Se non c’è una chiusura completa del confine, non ci saranno abbastanza forza lavoro, equipaggiamento protettivo o stanze di isolamento per combattere l’epidemia”, ha detto Winnie Yu, presidente della neo-formata Associazione dipendenti dell’autorità ospedaliera. Oggi hanno incrociato le braccia centinaia di operatori sanitari considerati “non essenziali”. Il sindacato ha detto che i lavoratori “in prima linea” – compresi medici e infermieri – li imiteranno domani se le loro richieste non fossero soddisfatte. Hong Kong – che ha una popolazione di sette milioni di persone – fa parte della Cina ma mantiene una notevole autonomia. Il confine funziona più o meno allo stesso modo di un normale checkpoint internazionale. Oltre alle interruzioni dei trasporti, la Cina ha inoltre sospeso il rilascio dei visti per viaggiatori individuali a Hong Kong. Ci sono stati oltre 17mila casi confermati di virus e 361 morti nella Cina continentale. Al di fuori della Cina, ci sono più di 150 casi confermati di virus con un unico decesso, nelle Filippine.

Finito ospedale a Wuhan

Intanto, è stata completata la rapida costruzione, iniziata il 23 gennaio, di un primo ospedale per il trattamento del nuovo coronavirus. Un secondo ospedale è in costruzione e dovrebbe essere terminato in settimana. La Cina ha fatto appello alla comunità internazionale: c’è urgente necessità di forniture mediche per far fronte all’epidemia, in particolare di mascherine, occhiali e tute protettive. Anche i mercati risentono del coronavirus. A picco la Borsa cinese alla ripresa delle contrattazioni dopo la lunga pausa per le festività del Capodanno lunare, nonostante la maxi iniezione di liquidità da 174 miliardi di dollari annunciata dalla banca centrale.

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