Troppe liti nel governo, e l’ex decreto Aprile è ancora bloccato

Troppe liti nel governo, e l’ex decreto Aprile è ancora bloccato
Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Giuseppe Conte
5 maggio 2020

Si litiga ancora sul decreto Maggio. Il Conte 2, dopo una serie di vertici, non riesce a trovare la quadra sul provvedimento che dovrebbe alleviare la crisi economica scatenata dal virus cinese e che ha messo in ginocchio imprese e famiglie. Due summit nel fine settimana, un altro ieri sera. Ancora fumata nera. Si continua a ripetere che in settimana il provvedimento ex Aprile, che vale 55 miliardi di euro di scostamento di deficit e un saldo netto da finanziare di 155 miliardi, dovrebbe avere il via libera del Consiglio dei ministri. Intanto, fiumi di miliardi annunciati dal premier in questi mesi, continuano ad arrivare a singhiozzo nelle tasche degli italiani. Furiosa la Confesercenti. “Le misure di sostegno promesse lo scorso marzo non sono ancora arrivate – tuona Patrizia De Luise, presidente della categoria degli esercenti -. E quelle del decreto di aprile, a maggio non si sono ancora viste”. Palazzo Chigi, è anche “sotto scacco” di Bruxelles. In queste ore, l’esecutivo attende dall’Ue le regole temporanee per gli aiuti di Stato, così da capire i reali margini su garanzie, prestiti a fondo perduto e ricapitalizzazioni di imprese. Ma soprattutto, lo stallo è tutto interno alla maggioranza.

Tante le distanze tra Pd-Italia Viva-LeU-M5s sugli aiuti economici, gli ammortizzatori, i Redditi (cittadinanza, emergenza e via dicendo) e i fondi da stanziare per la modalità di liquidità da destinare alle aziende. Al netto del misterioso errore di calcolo sulla Cig (mancherebbero 7 miliardi di euro al conteggio rispetto alla bozza circolare nei giorni scorsi), a tenere banco è il braccio di ferro tra l’area dem-Renzi e grillini. Ci si divide su chi dovrà erogare il Reddito di emergenza (Inps o Comuni), sull’avvio delle grandi opere ferme, d’altronde, non solo per colpa del virus e sul possibile ingresso dello Stato nelle grandi imprese. A puntare i piedi sul Rem è soprattutto Iv che contesta il progetto messo a punto dalla ministra del Lavoro grillina, Nunzia Catalfo, e che allarga molto le maglie, facendolo diventare – sostengono renziani e Pd – uno strumento tutt’altro che emergenziale anche se copre il lavoro nero. Intanto, circolano le ultime bozze del decreto con alcune novità. A partire dal Reddito di emergenza, somme fino a 800 euro, per un massimo di tre mesi e come spiega la Catalfo, verrà “erogato attraverso una carta, così sappiamo a chi arriva”.

Novità anche sul congedo parentale. A maggio, i giorni diventano 30 in totale, il che significa che l’estensione è di soli 15 giorni ulteriori per chi ne abbia già usufruito. Il bonus da 600 euro, erogato nel mese di aprile ai titolari di partita IVA, lavoratori autonomi e professionisti (e che a tanti ancora non è arrivato), nella nuova bozza è previsto anche per il mese di maggio, lieviterà fino a 1.000 euro ma questa volta non per tutti. Tuttavia, come riporta l’art. 22 della stessa bozza del decreto, il bonus di 600 euro spetterebbe anche ai beneficiari del Reddito di cittadinanza. Previsto anche un bonus di 1.000 euro per i lavoratori del settore turismo e degli stabilimenti termali. Come sostenuto dallo stesso ministro del Tesoro, nel provvedimento saranno contenute pure “misure molto importanti a sostegno delle imprese anche sotto forma di contributi a fondo perduto e di sostegno alla capitalizzazione, agli investimenti e all’innovazione”. In particolare, spiega lo stesso Roberto Gualtieri, arriverà “un ristoro integrale del costo sostenuto per gli affitti per tutte le imprese di tutte le categorie e di tutte le dimensioni”.

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