Afghanistan, Italia ammaina bandiera. Sgarbo Emirati con volo militare

9 giugno 2021

Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a Herat, in Afghanistan, per partecipare alla cerimonia dell ammaina bandiera, che segna la fine della missione italiana in Afghanistan. Si tratta di una fine “simbolica” perché il ritiro del contingente italiano, iniziato i primi di maggio, si completerà nelle prossime settimane. ” Oggi – ha detto il ministro – viviamo un momento cruciale, nella storia di un percorso iniziato 20 anni fa, dopo il devastante e ignobile attacco alle Torri Gemelle. In quell’occasione non furono attaccati solo gli Stati Uniti ma l’intera comunità internazionale e i valori dell’Occidente. La minaccia alla democrazia e alla libertà posta da movimenti estremisti quali Al Qaeda.

Qui in Afghanistan il nostro Paese ha fatto la propria parte fin dall’inizio partecipando all’Operazione Enduring Freedom, dal novembre 2001 al settembre 2003 – ha detto ancora il ministro  – prima operando dall’Oceano Indiano poi direttamente in territorio afgano, al fianco dei nostri alleati, per contribuire al ripristino della democrazia e delle libertà civili e alla protezione della popolazione afghana. Oggi – ha concluso Guerini – siamo qui a chiudere la nostra partecipazione all’Operazione Resolute Support, che ha sostituito ISAF dal gennaio 2015, concentrando il proprio sforzo nell’ addestramento, consulenza e accompagnamento dei nostri alleati ed amici afgani”. Poi il silenzio per ricordare le vittime, 53, cadute in quasi vent`anni di missione.

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Ad accogliere il ministro Guerini il capo missione Isaf (International Security Assistance Force), generale Austin Scott Miller. Per l’Afghanistan è autorizzata la partecipazione di 2250 militari italiani. Attualmente, i militari delle quattro Forze Armate sono distribuiti nelle aree di Kabul e di Herat. Il Senior National Representative (IT-SNR) è il generale di Corpo d Armata Vincenzo Santo, che riveste anche l’incarico di Chief of Staff della Missione ISAF in Afghanistan.

A rovinare la cerimonia il blocco del Boeing 767 dell`Aeronautica Militare diretto a Herat, con a bordo una quarantina di giornalisti, costretto ad atterrare a Dammam, in Arabia Saudita, per il rifiuto degli Emirati Arabi di concedere l`autorizzazione a sorvolare nel Paese. Il ministro della difesa, ha confermato di aver convocato, d’intesa con la Farnesina, di aver convocato l’ambasciatore per chiarimenti e per mostrare il proprio disappunto. E così al ritorno da Herat, in Afghanistan, il KC767 dell’Aeronautica militare ha optato per un volo con scalo in Kuwait per evitare di richiedere il passaggio nei cieli degli Emirati Arabi e ritrovarsi nelle condizioni di questa mattina, tenendo anche conto che sarebbe stato necessario in quel caso cambiare l’equipaggio raggiunte le 24 ore.

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