Ex Ilva, Uilm: esplode bomba sociale, verso punto di non ritorno

Ex Ilva, Uilm: esplode bomba sociale, verso punto di non ritorno
22 maggio 2020

Da questa mattina oltre mille lavoratori dell`Ex Ilva di Taranto stanno attuando un presidio davanti alla sede della prefettura. A Genova 600 lavoratori si trovano davanti allo stabilimento; a Novi Ligure sono in sciopero a oltranza dal 19 maggio per chiedere un intervento del Governo “per risolvere una situazione che di ora in ora sta degenerando e che rischia di far esplodere una bomba sociale, ambientale e industriale senza precedenti nella storia italiana. Siamo a un punto di non ritorno, c`è il forte rischio di non riuscire più a governare la rabbia dei lavoratori”. Lo dichiara Rocco Palombella, segretario generale della Uilm.

“Già dal luglio scorso – sottolinea il leader Uilm – con la decisione unilaterale di avviare la cassa integrazione per circa 1.300 lavoratori, la multinazionale ha lanciato il primo segnale inequivocabile di non voler continuare a gestire gli stabilimenti dell`ex Ilva. Ogni giorno che passa la situazione diventa sempre più grave, Governo non perda altro tempo”. ArcelorMittal “non ha nessun rispetto degli oltre 10mila lavoratori italiani – sottolinea Palombella – delle comunità di Taranto, Genova, Novi Ligure, e strumentalizza in maniera vergognosa la pandemia per mettere in cassa integrazione 5mila persone e portare nel baratro il settore della siderurgia italiana”.

Nell`incontro di lunedì “chiederemo ai ministri Patuanelli e Catalfo di prendere atto che sia il l`accordo del 2018 che il contratto del 4 marzo scorso non verranno mai rispettati dalla multinazionale – conclude – a questo punto bisogna trovare immediatamente una soluzione, ovvero il ritorno della gestione nelle mani dello Stato per un periodo di tempo. Contemporaneamente si devono ricercare partner industriali solidi e credibili non solo dal punto di vista economico, con la voglia di rilanciare, risanare l`ambiente e ristrutturare gli stabilimenti salvaguardo tutti i livelli occupazionali e salariali”.

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