Gli impegni della “Dichiarazione di Firenze”

31 marzo 2017

Un impegno comune per bloccare il traffico illegale di opere d’arte trafugate dai luoghi colpiti dalla guerra e una spinta a tutte quelle forme, anche virtuali, che permettono ad ogni popolo di conoscere meglio la cultura degli altri. E’ quanto si sono impegnati a portare avanti i Paesi che a Firenze, ieri e oggi, si sono riuniti nel cosiddetto G7 della Cultura, preambolo tematico al vero e proprio G7. L’impegno lo prendono in prima persona i Paesi coinvolti, ma si tratta di un appello rivolto all’intera Comunità internazionale. Francia, Italia, Canada, Usa, Gran Bretagna, Giappone e Germania hanno così sottoscritto la “dichiarazione di Firenze”, un lungo e articolato documento in tal senso.

“La conoscenza è il miglior antidoto ai rischi di questi tempi, alle paure, alla paura della diversità e anche degli stranieri” perché “tutte le guerre e gli scontri sono frutto della mancanza della conoscenza, i paesi del G7 hanno un ruolo importante nel mondo non solo dal punto di vista economico ma anche per trasmettere valori e principi comuni”, ha sottolineato il ministro Dario Franceschini. I ministri del G7, nel documento condiviso, hanno riconosciuto “la cultura come strumento di dialogo tra i popoli” e “l’importanza di un’azione comune e coordinata per rafforzare la tutela del patrimonio culturale”. I ministri del G7 si definiscono “consapevoli dell’importanza di un’azione internazionale concertata nel settore della tutela del patrimonio culturale”. E sottolineano recente approvazione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite della Risoluzione 2347 del 2017″.

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