Governo-sindacati, salta la trattativa sull’Ilva. La palla al nuovo esecutivo

Governo-sindacati, salta la trattativa sull’Ilva. La palla al nuovo esecutivo
10 maggio 2018

Salta la trattativa sull’Ilva e’ interrotta. Fim, Fiom e Uilm al termine del tavolo al ministero dello Sviluppo economico hanno bocciato la proposta presentata dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, perché non garantiva, come loro chiedevano fin dall’inizio, l’assenza di licenziamenti e l’assunzione di tutti i lavoratori con le stesse garanzie contrattuali.  “A questo punto il dossier passa al nuovo governo”, ha detto Calenda la bocciatura da parte dei sindacati della bozza di accordo presentata dal governo. “Il governo ritiene – ha aggiunto – di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l’occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche”. Calenda ha ricordato che fino ad oggi il governo “ha finanziato Ilva in amministrazione straordinaria con circa 900 milioni di euro”. Calenda ha poi sottolineato che l’offerta di Mittal prevede investimenti per 2,4 miliardi a cui si aggiungono 1,8 miliardi di prezzo che “servono anche a rimborsare lo Stato e l’indotto”. Per sbloccare il negoziato “il governo ha proposta uno schema di accordo tra le parti che assicura occupazione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori attualmente in amministrazione straordinaria alle stesse condizioni economiche e normative attuali”, ha spiegato il ministro. Oltre a ciò “l’amministrazione straordinaria si è resa disponibile a mettere in campo un piano di incentivi all’esodo fino a 200 milioni di euro”.

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“Abbiamo interrotto la trattativa due settimane fa chiedendo che ArcelorMittal cambiasse la posizione sul numero degli occupati – spiega la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David – la posizione dell’azienda non e’ cambiata. C’e’ una proposta del governo fondata sul contratto di acquisizione con AM”. Secondo Re David non c’e’ una garanzia di contratti a tempo indeterminato per tutti i lavoratori ne’ garanzie sulle condizioni salariali. “Non abbiamo ancora mai fatto una trattativa di merito”, ha aggiunto Re David spiegando che AM non ha bisogno dell’accordo sindacale per acquisire l’Ilva: “L’accordo non e’ vincolante, ne ha bisogno in caso di deroghe alle leggi”. Re David ha respinto con forza l’ipotesi che le posizioni di alcuni sindacati fossero di stampo politico: “Non mi interessa da chi sara’ formato il nuovo governo, mi interessa solo il merito della trattativa. AM non si e’ spostata di un millimetro e i lavoratori boccerebbero un accordo sulla proposta presentata oggi”. Secondo il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, esistono invece “motivi piu’ politici che sindacali” che hanno fatto saltare la trattativa: al tavolo ‘un pezzo dei sindacati’ ha sostenuto che il ministro non era piu’ legittimato a trattare, forse perche’ speranzoso di avere in futuro un governo amico. A questo punto il governo ha detto che non c’erano piu’ le condizioni per proseguire. Personalmente non avrei accettato la provocazione e non sarei caduto nella trappola, avrei proseguito il lavoro”.

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La Fim, invece, pur convinti che la proposta dovesse essere migliorata, si e’ detta pronta a continuare la trattativa. Disponibile a continuare il negoziato anche la Uilm, pur bocciando la proposta del governo: “Il testo che ci hanno illustrato non e’ condivisibile – ha detto Rocco Palombella – in particolare per quanto riguarda i 4.000 esuberi con la creazione della societa’ di servizi per Taranto e lavoratori che rimarrebbero nell’Ilva in amministrazione straordinaria. Per noi non puo’ esserci riduzione di organico ne’ riduzione salariale, invece ci chiedono un taglio del premio di risultato. Siamo consapevoli che ci siano difficolta’ oggettive ma non si puo’ accettare una proposta con un si’ o con un no. Ribadiamo la nostra volonta’ di continuare a negoziare ma senza i vincoli previsti dal contratto di vendita. Ci affidiamo quindi alla responsabilita’ del governo. Per noi Calenda e’ un interlocutore valido ma siamo pronti a proseguire con il nuovo governo, in continuita’ della discussione. Ora faremo le assemblee con i lavoratori e se necessario organizzeremo una mobilitazione”.

Botta e risposta su Twetter

Botta e risposta sulla vertenza Ilva tra il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e la Fiom. Dopo l’incontro con i sindacati al ministero di via Veneto che ha sancito il mancato accordo sulla proposta del governo per l’Ilva, lo scambio di vedute prosegue su Twetter. Per la Fiom “la proposta del governo sulla vertenza Ilva è irricevibile. La trattativa – spiega il sindacato in un tweet – non è mai entra nel merito ma nulla è comunque cambiato sull’occupazione. La Fiom non mette la firma su un accordo che prevede licenziamenti!”. Pronta la risposta del ministro: “Liberi di non firmare e di sostenere che non sono più legittimato. Ma non di dire cose non vere. Non solo neanche un licenziato ma garanzia del posto di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori Ilva. Basta leggere i punti dell’accordo sul sito del Mise”.

La proposta del governo

Tutti i lavoratori dell’Ilva “avranno a fine piano garanzia di continuita’ occupazionale a tempo indeterminato”. E’ quanto si legge nella proposta di accordo presentata dal ministero dello sviluppo economico ai sindacati. Secondo la bozza illustrata dal ministro Carlo Calenda, Am Invest assumera’ 10 mila lavoratori a tempo indeterminato, con discontinuita’ solo formale “poiche’ ai lavoratori verranno riconosciuti i diritti pregressi”. Am si impegna, inizialmente fino a giugno 2021, a trasferire lavoro ad una nuova societa’ di servizii (“Societa’ per Taranto”), costituita da Ilva e Invitalia per non meno di 1.500 addetti a tempo pieno. Su questa attivita’ saranno impegnati a rotazione i lavoratori in Cigs non trasferiti ad Am. Previsti strumenti per la gestione di esodi volontari: incentivi, outplacement, auto imprenditorialita’, accompagnamento alla quiescenza. Per questi interventi vengono destinati fino a 200 milioni di euro che “consentiranno importanti piani di incentivazione all’esodo volontario”.

La proposta governativa prevede delle garanzie di fine piano: “Qualora 12 mesi prima del termine temporale previsto per la realizzazione del piano ambientale ed industriale si dovesse accertare che rimangono lavoratori senza prospettiva occupazionale stabile – si legge nella bozza – Invitalia, in via prioritaria, attraverso la societa’ per Taranto e la societa’ per Cornigliano si impegna ad individuare le soluzioni in grado di dare prospettive occupazionali stabili ed a tempo indeterminato ai lavoratori rimasti in carico alla amministrazione straordinaria. Le societa’ del gruppo Ilva, i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, Am Investco e le altri parti direttamente interessate, sono altresi’ impegnate a supporre ogni iniziativa per il perseguimento della finalita’ di una stabile occupazione a tutti i dipendenti delle societa’ Ilva in amministrazione straordinaria”.

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