Gran Bretagna, primi morti di Omicron

Gran Bretagna, primi morti di Omicron
Boris Johnson
13 dicembre 2021

Nel Regno Unito la variante Omicron del Covid-19 si sta diffondendo “a ritmi fenomenali” e a Londra rappresenta già il 40% di tutte le infezioni. A darne notizia, il ministro britannico della Sanità Sajid Javid. La preoccupazione del governo londinese è che il sistema sanitario si ritrovi alle prese con troppi nuovi contagi da gestire e l’unica via, ha detto Javid, è l’immunizzazione tramite vaccini. “Quello che ora sappiamo di Omicron è che si sta diffondendo a un ritmo fenomenale, qualcosa che non abbiamo mai visto prima, raddoppia ogni due o tre giorni il numero di infezioni – ha spiegato il ministro britannico -. Ciò significa che stiamo affrontando un’ondata di infezioni, siamo ancora una volta in una corsa tra il vaccino e il virus”.

Un allarme che giunge a poche ore dal nuovo piano annunciato dal premier inglese Boris Johnson e che prevede che “tutti gli aventi diritto di età pari o superiore a 18 anni in Inghilterra avranno la possibilità di ottenere il booster prima del nuovo anno”. “Abbiamo parlato con le amministrazioni decentrate per confermare che il governo del Regno Unito fornirà ulteriore supporto per accelerare le vaccinazioni in Scozia, Galles e Irlanda del Nord” ha aggiunto il primo ministro secondo cui “un’ondata di Omicron in una popolazione” che non ha “potenziato” il vaccino “rischierebbe” di portare a “un livello di ospedalizzazione che potrebbe travolgere il nostro sistema sanitario e portare, purtroppo, a moltissimi morti”. 

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“Quindi – ha aggiunto – dobbiamo agire ora. Oggi stiamo lanciando la missione nazionale di richiamo di emergenza Omicron”. Il nuovo piano prevede che “tutti gli aventi diritto di età pari o superiore a 18 anni in Inghilterra avranno la possibilità di ottenere il booster prima del nuovo anno. E abbiamo parlato oggi con le amministrazioni decentrate per confermare che il governo del Regno Unito fornirà ulteriore supporto per accelerare le vaccinazioni in Scozia, Galles e Irlanda del Nord”. Lo stesso Johnson, infine, ha annunciato che almeno una persona contagiata dalla variante Omicron è morta nel Regno Unito. Il governo britannico sosterrà il servizio sanitario nazionale nell’emergenza Covid. 

I guai di Johnson a causa del Covid e dei ribelli Tory

I capelli ritti in testa li aveva già, ma quelli non riguardavano certo i guai piovuti in massa. Il primo ministro britannico Boris Johnson sta affrontando la settimana più difficile della sua travagliata premiership, scrive l’analista politico dell’Observer, Toby Helm. Il motivo secondo l’osservatore è una crescente ribellione dei Tory sulle nuove restrizioni di Covid-19 che minaccia la sua autorità in parlamento. E un seggio conservatore inizialmente sicuro, ma che ora appare sul filo del rasoio in vista di un’elezione suppletiva giovedì. Il tutto mentre continua come una soap opera, la serie di scandali per i party dati lo scorso dicembre, mentre era in corso il lockdown. Da ultimo spunta nuovo imbarazzo dopo che The Times ha pubblicato un articolo secondo il quale alcuni membri del personale del Tesoro, che avevano lavorato alla revisione autunnale l’anno scorso, si erano organizzati un party in ufficio, sempre mentre l’Inghilterra era in isolamento.

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La notizia arriva dopo più di una settimana di polemiche sulle accuse di festeggiamenti che infransero le regole a Downing Street nel periodo precedente allo scorso Natale. Il Times riportava ieri che circa due dozzine di dipendenti pubblici erano presenti per la bevuta il 25 novembre 2020. All’epoca – giusto per capire la gravità del party improvvisato – erano chiusi i negozi non essenziali, i luoghi di svago e di intrattenimento, nonché i pub, i bar e i ristoranti, e le persone erano state invitate a rimanere a casa, tranne che per motivi importanti, incluso il lavoro se non poteva essere svolto da casa.

La polemica sui party degli uomini di Boris Johnson in fase di lockdown prosegue. L’ex aiutante del premier, Dominic Cummings ha detto che c’erano “un sacco” di foto di feste al numero 10 che “inevitabilmente sarebbero uscite”. Venerdì, Downing Street ha dichiarato di aver annullato i piani per organizzare una festa di Natale quest’anno. Come dicono gli inglesi: “closing the stable door after the horse has bolted”. Ovvero, chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.

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