Peggiorano i sintomi di coronavirus, Johnson trasferito in terapia intensiva

Peggiorano i sintomi di coronavirus, Johnson trasferito in terapia intensiva
Boris Johnson
7 aprile 2020

Il primo ministro britannico Boris Johnson è stato trasferito in un reparto di terapia intensiva lunedì sera dopo un peggioramento dei suoi sintomi di coronavirus. Al momento del trasferimento, ha reso noto il suo ufficio di Downing Street, Johnson era ancora cosciente. Anche se la Gran Bretagna non ha un piano di successione formale nel caso in cui il suo primo ministro dovesse diventare incapacitato a svolgere le sue funzioni, Johnson, 55 anni, ha chiesto al ministro degli esteri Dominic Raab di sostituirlo. Johnson era stato ricoverato in ospedale domenica sera ed era stato sottoposto a test dopo aver sofferto di persistenti sintomi di coronavirus, inclusa una temperatura corporea elevata, per più di 10 giorni.

Downing Street ha reso noto in serata che il premier era di buon umore e tuttora in carica, anche se le sue condizioni erano peggiorate poche ore prima ed era stato trasferito verso le 18 locali in un’unità di terapia intensiva – dove vengono trattati i casi più gravi – all’ospedale di St Thomas nel centro di Londra. Secondo una fonte ospedaliera vitata dai media locali a Johnson è stato somministrato ossigeno. Downing Street ha inoltre reso noto che il trasferimento del premier nel reparto di terapia intensiva va inteso come “una precauzione nel caso in cui avesse bisogno di ventilazione per favorire il suo recupero”. La regina Elisabetta è stata informata da Downing Street, ha detto Buckingham Palace. La sterlina è scesa di quasi un centesimo rispetto al dollaro USA dopo la divulgazione della notizia a quota 1,221 dollari dalla precedente quotazione di 1,230.

Johnson era risultato positivo al virus il 26 marzo scorso, ma dopo 10 giorni di isolamento nel suo appartamento a Downing Street, domenica sera stava ancora combattendo il virus con febbre alta e tosse persistente. Il suo portavoce aveva precedentemente rifiutato di rispondere direttamente alla domanda se il primo ministro avesse la polmonite. Ma il suo passaggio alla terapia intensiva ha confermato la gravità della situazione. Il governo britannico è stato criticato per aver inizialmente rifiutato di seguire altri paesi europei nel chiedere alla popolazione di rimanere a casa mentre il virus si diffondeva. Lo stesso Johnson all’inizio di marzo aveva reso noto che stava ancora stringendo la mano a chilo salutava. Due settimane fa il brusco cambiamento di linea con il premier che aveva ordinato un blocco della mobilità esterna dei cittadini a livello nazionale. Finora nel Regno Unito sono stati registrati oltre 50.000 casi di contagio con oltre 5.000 decessi, con il bilancio giornaliero più recente attestato a quota 439 morti.

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Il suo sostituto, Dominic Raab, 46 anni, ha affermato che il governo britannico continuerà ad assicurarsi che i piani di Johnson per sconfiggere l’epidemia di coronavirus siano portati avanti mentre il premier verrà curato. “Il primo ministro è in buone mani … e l’attenzione del governo continuerà a essere quella di assicurarsi che la direzione del primo ministro e tutti i piani per poter sconfiggere il coronavirus e trascinare il Paese in questa sfida, siano portati avanti”. Raab, figlio di un rifugiato ebreo di origine ceca, fuggito dai nazisti nel 1938, è crsciuto nella regione inglese meridionale del Buckinghamshire e ha studiato legge all’Università di Oxford prima di diventare avvocato specializzato nella finanza di progetto, contenziosi internazionali e diritto della concorrenza. Cintura nera di karate, Raab è stato nominato ministro degli Esteri nel primo gabinetto di Johnson dopo che il primo ministro è entrato in carica nel luglio 2019.

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