È morto Igor Protti: lo Zar del gol si spegne a cinquantotto anni dopo una lunga malattia

Igor_Protti_-_AS_Bari_1995-1996

Igor Protti

Il calcio italiano piange la scomparsa di Igor Protti, morto all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Era stato lui stesso a raccontare pubblicamente la malattia, scoperta nel giugno scorso, e il successivo aggravamento causato dall’estensione del tumore alle vertebre.

Le terapie oncologiche, tra chemioterapia e radioterapia, non sono bastate a frenare il decorso del male. La famiglia ha salutato l’ex attaccante stringendosi intorno al suo ultimo messaggio di ringraziamento per i tifosi e i cari. L’ultimo saluto sarà possibile dalle 15 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, in Via della Rimembranza, dove si prevede un grande afflusso di sostenitori.

Gli esordi con Sacchi

Nato a Rimini nel settembre del 1967, Protti si forma nel settore giovanile della squadra locale. È Arrigo Sacchi a intuirne le potenzialità, favorendo il suo debutto nel calcio professionistico.

La crescita tecnica si consolida attraverso tappe intermedie a Livorno e alla Virescit Bergamo, fino alla piena maturazione agonistica con la maglia del Messina nel campionato di Serie B. Il percorso evidenzia fin dagli esordi le caratteristiche di un attaccante moderno, incline al sacrificio e dotato di un innato senso della posizione in area di rigore. La progressione lineare delle sue prestazioni attira l’attenzione dei principali osservatori del massimo campionato.

Il primato storico a Bari

L’approdo alla massima serie avviene con il Bari, club con cui Protti stabilisce un record tuttora insuperato. Nella stagione 1995-1996, nonostante la retrocessione della formazione pugliese, il centravanti realizza 24 reti. Il bottino personale gli consente di vincere la classifica dei marcatori della Serie A in coabitazione con Giuseppe Signori. È la prima volta nella storia del calcio italiano che un giocatore di una squadra retrocessa conquista la vetta dei realizzatori.

Questo exploit determina il successivo trasferimento alla Lazio, società con la quale l’attaccante arricchisce il proprio palmarès conquistando la Supercoppa Italiana.

La fase successiva della carriera assume contorni differenti, legati a una precisa scelta di campo. Protti decide di scendere di categoria fino alla Serie C1 per sposare la causa del Livorno. Nella città toscana l’atleta diventa un punto di riferimento assoluto, sia tecnico sia carismatico.

Insieme a Cristiano Lucarelli edifica il ciclo sportivo che conduce il club a una storica promozione in Serie A. Ribattezzato “Lo Zar” dai propri sostenitori, il calciatore si trasforma in una vera e propria bandiera, declinando offerte economicamente più vantaggiose pur di non interrompere il legame simbiotico stabilito con la piazza amaranto.

Un’eredità oltre lo sport

I numeri certificano una carriera eccezionale: Protti detiene, insieme a Dario Hubner, il primato di aver vinto la classifica dei marcatori in tutte e tre le categorie professionistiche italiane.

Lo spessore dell’uomo ha tuttavia superato i meriti sportivi. L’impegno costante nel tessuto sociale e la correttezza dimostrata sui campi da gioco gli hanno garantito il rispetto unanime di tifoserie storicamente rivali. Nel 2007 le amministrazioni comunali di Livorno e di Bari gli hanno conferito la cittadinanza onoraria. Il riconoscimento formale ha suggellato un legame permanente, fondato sulla stima reciproca e su valori che vanno oltre il risultato sportivo.