Pedro Almodovar Leone d’oro alla carriera alla Mostra di Venezia

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14 giugno 2019

Sarà attribuito a Pedro Almodovar il Leone d’oro alla carriera della 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre. La decisione è stata presa dal cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera secondo cui “Almodòvar non è solo il più grande e influente regista spagnolo dopo Bunuel, ma l autore che è stato capace di offrire della Spagna post-franchista il ritratto più articolato, controverso e provocatorio”.

Un premio alla sua carriera e ai suoi film che parlano di mal d’amore, struggimento, abbandono, trasgressioni, desiderio, lacerazioni, melodrammi ricchi di autenticità, con dei ritratti femminili toccanti e originali. Film considerati cult come “La legge del desiderio”, “Donne sull orlo di una crisi di nervi” “Tutto su mia madre”, “Parla con lei”, o i più recenti “La Mala Educaciòn” e “Gli abbracci spezzati”. Di recente ha presentato in concorso al Festival di Cannes il suo ultimo lavoro, “Dolor y gloria” con Antonio Banderas nei panni di un regista sul viale del tramonto, un film che lui stesso ha definito molto autobiografico.

“Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’oro – ha commentato Almodovar – ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Il mio debutto internazionale ha avuto luogo lì nel 1983 con ‘L’indiscreto fascino del peccato’. Era la prima volta che uno dei miei film viaggiava fuori dalla Spagna. È stato il mio battesimo internazionale ed è stata una meravigliosa esperienza. Questo Leone – ha aggiunto – diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo”.

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La scelta della Biennale e’ caduta su Almodovar perche’, ha detto Alberto Barbera, “non e’ solo il piu’ grande e influente regista spagnolo dopo Bunuel, ma l’autore che e’ stato capace di offrire della Spagna post-franchista il ritratto piu’ articolato, controverso e provocatorio. I temi della trasgressione, del desiderio e dell’identita’ sono il terreno d’elezione dei suoi lavori, intrisi di corrosivo umorismo e ammantati di uno splendore visivo che conferisce inediti bagliori all’estetica camp e della pop-art a cui si rifa’ esplicitamente. Il mal d’amore, lo struggimento dell’abbandono, l’incoerenza del desiderio e le lacerazioni della depressione – spiega ancora il direttore artistico della Mostra del Cinema – confluiscono in film a cavallo fra il melodramma e la sua parodia, attingendo a vertici di autenticita’ emotiva che ne riscattano gli eventuali eccessi formali. Senza dimenticare che Almodo’var eccelle soprattutto nel dipingere ritratti femminili incredibilmente originali, in virtu’ della rara empatia che gli consente di rappresentarne la forza, la ricchezza emotiva e le inevitabili debolezze con un’autenticita’ rara e toccante”.

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