Quirinale, Casellati non sfonda linea 400. Pesano malumori in Forza Italia

Quirinale, Casellati non sfonda linea 400. Pesano malumori in Forza Italia
Maria Elisabetta Alberti Casellati
28 gennaio 2022

Elisabetta Casellati, presidente del Senato e primo nome portato alla conta dell’aula dal centrodestra nella quinta votazione per il Quirinale, si ferma a quota 382 voti. Non pochi ma lontani dalla soglia dei 400 che secondo molti esponenti del centrodestra era il segnale per ricandidarla anche alla sesta votazione. Ancora più lontani dai 453 grandi elettori – ne mancano 71 – che il centrodestra ha sulla carta e lontanissimi dai 505 voti previsti per diventare presidente della Repubblica. Cosa non ha funzionato alla prova dell’aula? Il primo indizio è il comparire nei voti – non più di una manciata ma preziosi nell’economia della faccenda – dei nomi di Silvio Berlusconi ed Antonio Tajani. Il primo ne prende 8, il secondo 7, voti che avrebbero avvicinato Casellati alla soglia dei 400. Ma non solo. Alcuni esponenti del centrodestra raccontano a caldo di molti malumori in Forza Italia per una gestione della partita Quirinale considerata da una parte del partito fallimentare e c’è chi sussurra che i voti mancanti alla Casellati vadano cercati anche nei 36 andati al presidente Mattarella. Se si aggiungono le schede bianche, 11, le nulle, 9, e i voti singoli dati a esponenti come Crosetto e Nitto Palma si arriva ai famosi 71 voti mancanti.

Da parte sua, del resto, la Lega mette le mani avanti assicurando che “i 208 voti della Lega sono andati compatti alla Presidente Casellati”. Mentre il fronte progressista di Pd-M5s-Leu porta a casa la compattezza sulla scelta dell’astensione: 403 grandi elettori in partenza, 406 gli astenuti alla quinta votazione. Ultima variabile gli assenti: i grandi elettori presenti erano 936 su 1009. La coalizione giallo-rossa tiene sulla strategia di oggi per la quinta votazione sul Presidente della Repubblica. La linea dell’astensione è stata seguita in modo compatto da tutte le componenti di Pd-M5s e Leu, Italia viva si conta invece, pur mantenendo l’asse con il Pd di opposizione alla candidatura di Elisabetta Casellati, e sceglie di non partecipare al voto.  Intanto, scorrendo i tabulati d’Aula infatti si vede che la gran parte degli assenti tra i grandi elettori oggi (hanno votato in 936 su un plenum di 1009) sono stati i 29 deputati e 15 senatori del partito di Renzi e qualche isolato parlamentare del gruppo Misto tra cui Paragone, Nugnes, Ciampolillo. Due anche per il M5s, Federica Dieni ed Elisa Scutella. Nelle file del centrodestra composto da Lega-Fi-Fdi solo 8 gli assenti. Per Fdi era assente Luca Ciriani. Per Fi assente (ma non solo oggi, fin dalla prima votazione), Niccolò Ghedini e Marta Fascina. Per la Lega Emanuele Cestari e Maura Tomasi e Guido De Martino.

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